«Allunghiamo la stagione della caccia ai cinghiali per fermare l’invasione»

Secolo XIX Genova di martedì 11 aprile 2017

LE MISURE VERRANNO INVIATE A ROMA PER IL VIA LIBERA «Allunghiamo la stagione della caccia ai cinghiali per fermare l’invasione» II piano della Regione: 5 mila capi da abbattere LA SITUAZIONE Nel territorio genovese sono circa 900 gli animali da eliminare IL CASO CINQUEMILA capi da abbattere in tutta la Liguria, prolungando la tradizionale stagione di caccia – chiusa a gennaio – per contenere la popolazione dei cinghiali. Così la Regione intende contenere la popolazione dei cinghiali che in Liguria, l’autunno scorso, era stata stimata in circa cinquantamila unità. Il piano di dettaglio è in fase di elaborazione, d’intesa con gli Ambiti territoriali di caccia. Una volta messo a punto, sarà inviato all’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione dell’ambiente, per il definitivo via libera. Che, è scontato, non sarà ben accolto dagli oppositori dei metodi cruenti. Nel frattempo, sono stati almeno due (uno a San Fruttuoso), nei giorni scorsi, i danneggiamenti delle reti di contenimento, posate per limitare la discesa a valle degli animali. L’impegno della Regione è una risposta allo stillicidio di avvistamenti ed episodi che, accanto ad avvistamenti perlopiù innocui, rappresentano invece un rischio per l’incolumità delle persone. Come accaduto lo scorso sabato notte sulla Genova-Serravalle, dove un cinghiale finito chissà come sulla carreggiata è stato travolto da almeno tre veicoli prima di causare il ribaltamento della Fiat su cui viaggiava il manager genovese Claudio Gemme, gravemente ferito. Sul fatto proseguono gli accertamenti della polizia stradalee di Autostrade per l’Italia: ai fini della responsabilità – e di un eventuale risarcimento – è infatti essenziale comprendere come l’animale sia potuto finire sulla corsia, poco prima dell’uscita di Busalla. E se i concessionari per il Codice della strada hanno infatti l’obbligo di delimitare il tracciato per evitare appunto intrusioni, ciò non toglie che la questione, sia nei contesti cittadini sia – com’è tuttavia più usuale – nell’entroterra, sia finita lievemente fuori controllo. «Per Genova – dice Stefano Mai, assessore regionale alla Caccia – abbiamo firmato un protocollo d’intesa, che ha ripartito gli impegni dei rispettivi enti coinvolti». In parallelo è stato studiato il piano della caccia cosiddetta di selezione. «Quella che di norma riguardava solo i daini e i caprioli». Il disegno approvato a settembre, in vista della stagione di caccia, prevedeva di abbattere 24.860 capi in tutta la Liguria, 8.500 dei quali solo nei due Ambiti territoriali genovesi. Secondo le stime, erano circa la metà di tutti gli esemplari presenti. I cacciatori, a dispetto del prolungamento di un me *** se del periodo di caccia, sono andati abbastanza lontani dal traguardo. Gli abbattimenti certificati da settembre a gennaio sono stati 19.741. E se il numero approvato in un primo tempo era un tetto massimo teorico, per la Regione è diventato un obiettivo da raggiungere. «Bisogna ricordare che le indicazioni dell’Ispra – continua Mai – tendono a essere conservative. E visto che il contingente di 24.860 era già stato approvato, riteniamo che per allentare la pressione sul territorio sia necessario raggiungere quella cifra». II “supplemento” al programma di controllo è in fase di redazione, con la collaborazionedei noveAtc regionali, chiamati a ripartire i capi mancanti sul territorio. A Genova i numeri non dovrebbero essere molto significativi: i due Ambiti hanno raggiunto il 96% e l’83% degli abbattimenti, rispetto agli obiettivi fissati di 4.200 e 4.300 capi. Più della media regionale, che non è andata oltre l’80%. A breve il piano sarà approvato dalla giunta regionale, poi inviato all’Ispra per il parere. «Nel frattempo – conclude Stefano Mai – sono comunque sempre possibili interventi puntuali sulla scorta di segnalazioni degli agricoltori».

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