Anziani, la Regione lancia i voucher per pagare le badanti

Secolo XIX Genova di sabato 29 dicembre 2018

Anziani, la Regione lancia i voucher per pagare le badanti

di Rossi Emanuele

II nodo dei conti Anziani, la Regione lancia i voucher per pagare le badanti Stanziati 4,5 milioni di fondi europei per supportare almeno 800 famiglie liguri I requisiti: iscriversi a un registro professionale e conoscere bene la lingua italiana LA SCHEDA Badanti in Liguria nel 2017 15.433 29.171 collaboratrici domestiche (dato Inps) II voucher Potrà essere richiesto dalle famiglie che impiegano una badante registrata nell’albo regionale degli assistenti familiari Pub iscriversi chi • Svolge attività professionale nell’ambito del lavoro di assistenza e si occupa di sostegno e accompagnamento di persone fragili o non autosufficienti • Ha capacità certificate nel settore (anche tramite corsi di formazione) ¦ Conosce la lingua italiana Emanuele Rossi Dopo il voucher per gli asili nido, ora la Regione Liguria studia quello per le badanti. Un settore che, vista l’etàmedia più avanzata d’Italia degli abitanti della regione, non conosce crisi. Ma dove ancora oggi il sommerso la fa da padrone: la stima è che almeno il 50% delle badanti lavori in nero. L’idea dell’assessorato regionale alla Sanità e al Welfare è di utilizzare una parte del Fondo sociale europeo per avviare una sperimentazione sulla compartecipazione alla spesa delle famiglie, ma vincolata all’assunzione di un assistente familiare da un appoNazionalità Altro 17,3% 40111 fh# 35,1%-.

Est Europa II finanziamento 4,5 milioni Stanziati per il progetto (fondo Fse) sito elenco regionale, (ovviamente in regola con contratto e contributi Inps). La misura è stata inserita nella programmazione di spesa dei fondi europei per il prossimo biennio, la “matrice” studiata dagli assessori regionali. E lo stanziamento sarà di oltre 4,5 milioni di euro. Come potrebbe funzionare? L’idea dell’assessore Sonia Viale e dei suoi tecnici è di una misura in due tempi: la prima fase sarà l’implementazione di un “registro” regionale degli assistenti familiari, con la possibilità di iscriversi per chi dimostri di avere i requisiti di capacità ed esercizio della 23% Italiane 25,6% Sudamericane professione. Ma anche la conoscenza della lingua italiana. Potrà iscriversi chi svolge attività professionale nell’ambito del lavoro di cura e si occupa di sostegno e accompagnamento di persona fragile o non autosufficiente. In realtà il registro regionale degli assistenti familiari è stato previsto dalla giunta regionale già dal 2016, ma non era mai stato legato a misure economiche, rimanendo di fatto una “scatola vuota”. Quando questo registro raggiungerà una quota consistente di iscritti per avviare la sperimentazione (il numero previsto è di 800) saranno avviati corsi di formazione per *** avere una “certificazione” delle badanti. L’obiettivo è arrivare a 2000 iscritti nel 2019. Solo in un secondo momento, saranno le famiglie dei datori di lavoro a poter richiedere il “voucher” da spendere per coprire una parte del costo delle badanti assunte in regola e iscritte al registro, partecipando ad un bando oppure con una richiesta “a sportello” sino ad esaurimento. Al momento, non è dato sapere quale sarà l’importo dei voucher, che potrebbero coprire ad esempio il costo dei contributi. Probabilmente si procederà secondo scaglioni, a seconda dell’Isee delle famiglie. Ma si cercherà di evitare la sovrapposizione con chi beneficia già del fondo perla non autosufficienza. I primi voucher dovrebbero essere erogati da giugno del 2019. «Ci stiamo lavorando da due anni – dice l’assessore Viale – per noi è una scommessa importante per mettere in sicurezza le persone che si dedicano al servizio e le famiglie che magari non hanno alcun sostegno». Per Giovanni Bucchioni, segretario della Filcams Cgil, «l’idea di un aiuto alle famiglie che assumono badanti in regola è da sostenere per l’emersione dal sommerso e perché oggi le famiglie sono lasciate completamente sole. Ma bisogna monitorare quale sarà l’applicazione di questo sistema in una regione con molte fragilità». Secondo gli ultimi dati disponibili, relativi al 2017, della banca dati Inps, il mondo dei collaboratori domestici in Liguria arriva a 29.171 lavoratori, in lieve flessione rispetto all’anno precedente. Di questi, quelli assunti con la qualifica di “badante” sono 15.433 (il resto sono soprattutto colf). Ed è un mestiere che ha visto crescere la quota di italiane: dal 2007 al 2016 il numero di collaboratori domestici italiani è salito in Liguria da 5.630 a 7.608 unità. Un aumento spinto soprattutto dalla crisi, fermo restando che le badanti italiane sono in Liguria il 23% del settore, le sudamericane al 25,6%, le esteuropee i135,12% .