Apertura sale gioco nella città di Genova

PREMESSO che a Genova presenta un vero e proprio assedio ormai sul proprio territorio di sale da gioco : circa 70 aperte in città;

EVIDENZIATO

che il quartiere “dei casinò” è certamente Sampierdarena dove ne sono stati aperti 8, dei quali due a poche decine di metri uno dall’altro in Via buranello;

che, a seguire, altre zone fortemente “gravate” da tale situazione sono Sestri Ponente e San Fruttuoso che contano sulla propria territorialità 7 videolottery peraltro risultanti posizionate in maniera strategica;

anche in zona Foce si sono insediate 6 sale gioco, mentre a Marassi cinque e quattro a Molassana dove solo in Via Piacenza ne sono state aperte due;

CONSTATATO

che Bolzaneto è, dopo Sampierdarena, il quartiere dove la “febbre del gioco” ha realmente intaccato il territorio : tant’è che Via Pastorino, nell’arco di due anni, ha visto nascere 3 sale gioco sulle 4 presenti in tutta la zona;

che il centro città e Cornigliano hanno l’apertura di tre “Vlte”, 4 a Voltri e le altre rimanenti delegazioni stanno via via constatando l’espansione del fenomeno;

APPURATO

che slot machine e videolottery rappresentano ormai un vero e proprio fenomeno che sta trasformandosi in un contagio sociale classificabile come “patologico” e che negli ultimi dieci anni ha visto 509 persone trattate a livello sanitario delle quali addirittura 100 nell’ultimo anno;

che, secondo dichiarazioni del responsabile del centro alcologico regionale, “chi esce dalla dipendenza da alcool, in due casi su dieci si rifugia poi nel gioco” : rafforzano tali affermazioni le stesse statistiche che mostrano addirittura che il 30% dei minorenni abbina il gioco all’alcool ed il 20% degli ex-alcoolisti che si dà al gioco, proprio “perché sono meccanismi mentali che si ripetono, uno colma il moto dell’altro”;

RILEVATO

che i numeri che colpiscono su tale fenomeno la nostra città così come la nostra regione sono anche alla luce delle caratteristiche demografiche della stessa: la nostra è una popolazione prevalentemente anziana e dove i giovani sono sempre meno: la proliferazione di dette sale e l’avvicinamento dei giovani al gioco significa un numero di malati da curare nel futuro, perché non esiste il “giocare con moderazione” suggerito negli spot pubblicitari,

che esiste invece una crisi, non solo economica, ma anche di valori, di principi e ideali che spinge costantemente questi giovani a giocare, soprattutto i meno abbienti e rendendoli sempre più poveri : da qui l’affezione alla ludopatia;

VISTO

che il Comune ha istituito la “Consulta permanente sul gioco con premi in denaro” nel febbraio scorso e che solo recentemente ha nominato i due rappresentanti istituzionali che affiancano i restanti membri della stessa;

che è vero che il potere d’intervento delle Amministrazioni locali è, in questo campo, molto limitato in quanto il rilascio delle licenze per l’apertura di tali sale è compito della Questura, ma pare evidente che gli strumenti che l’Amministrazione sta adottando per limitarne l’apertura con vincoli urbanistici non risultano particolarmente efficaci;

CONSIDERATO

che è proprio di questi giorni una Sua dichiarazione, che peraltro, pur comprendendone l’esigenza viste le riduzioni che la legge di stabilità sta imponendo ai Comuni, mi ha lasciato perplesso : “Tasse sull’azzardo per dar soldi a Tursi” : l’azzardo va combattuto per salvaguardare e tutelare la salute delle persone e non apparentemente contrastato in realtà per fare “cassa”, e va contrastato urgentemente proprio dalla politica che deve essere conscia dell’effetto rovinoso che lo stesso ha sulle persone e di quanto contribuisce al degrado del tessuto cittadino, un degrado di cui Genova non ha certamente bisogno;

SOTTOLINEATO la profonda preoccupazione per quanto sta avvenendo in questa emergenza che né la politica locale né quella nazionale può ormai sottovalutare;

SI IMPEGNA IL SINDACO

a farsi promotore anche in sinergia con Regione, Provincia, ASL 3, Centro Alcologico Regionale, Questura e Prefettura, anche attraverso interventi da parte della specifica Consulta, con intento reale di affrontare tale problema che non può travolgere ulteriormente soggetti, famiglie e degradare il territorio;

a concentrare gli sforzi per dar corso a nuovi possibili strumenti atti non solo ad evitare nuove aperture di sale giochi sul territorio genovese, ma anche a disincentivare, attraverso serrati controlli, la presenza di minori presso le stesse;

a impegnare ulteriori intenti con i parlamentari liguri affinché si possa approdare ad una legge nazionale che metta in evidenza l’assoluta necessità di tutelare la salute mentale dei propri cittadini e non che, proprio sulla loro debolezza, vada a riempire le casse statali : questo è un gioco al massacro che nessuna forza politica presente in Parlamento ha il diritto di attuare.

IL CAPOGRUPPO Edoardo Rixi

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: