Cinque chilometri di filo elettrificato per frenare i cinghiali

Secolo XIX Levante di giovedì 28 giugno 2018

di Rosellini Simone

LA MAPPA recinto elettrico: 4.500 metri rete metallica: 1.000 metri 10.000 curo il costo •r . • CICHERo .,.

,Tw•VILLAGRANDE • FERRECÇIo SAN COLOMBANO Cinque chilometri di filo elettrificato per frenare i cinghiali Progetto pilota finanziato dalla Regione in Val Cichero Protetti così sia gli abitati, sia i terreni con le coltivazioni Simone Rosellini /s COLOMBANO È un progetto assolutamente innovativo: «L’unica altra recinzione comprensoriale già realizzata è a Magliolo, in provincia di Savona», spiega lo zoologo Andrea Marsan del dipartimento Dipteris dell’Università di Genova, che ha seguito il progetto insieme ai tecnici della Regione. Si tratta della recinzione (in larghissima parte in filo elettrificato) da 5,5 chilometri appena ultimata per proteggere le aree abitate di Villagrande e di Cichero, e soprattutto i Prati di Cichero, dalle incursioni devastanti dei cinghiali: «I1 prato si pensa sia un prodotto naturale, invece va tutelato, difeso, altrimenti diventa impraticabile, impossibile anche andare a tagliare l’erba con uno strumento», dice Claudio Casella, proprietario di un terreno in zona, uno dei volontari che hanno collaborato a stendere la mega recinzione, trovato un accordo generale dopo che la Regione Li *** guria ha garantito la copertura dei costi, per circa 10mila euro. Da quelle parti, del resto, diverse imprese praticano l’allevamento, «e il prato è necessario perla fienagione», come spiega Patrizia Federici, titolare di azienda agricola, che, in materia di cinghiali, può elencare anche «la distruzione dei campi di frumento e granturco» e quella «dei castagneti, laddove le castagne sono fondamentali perla farina». Come contenere questa sciagura? In Val Cichero, potendo contare sulla consulenza tecnica di Marsan e sui fondi dell’assessorato all’Agricoltura dell’assessore Stefano Mai, si è trovato (non senza qualche difficoltà, ovviamente) un accordo sui percorsi, per poi procedere con il volontariato, andando sul posto quando si poteva, da agosto scorso sino a questi giorni. «Sono stati coinvolti anche i cacciatori, che hanno partecipato numerosi — sottolinea Daniele Seracchioli, il consigliere comunale che ha seguito le operazioni per il Comune di San Colombano, con l’assessore Sandro Sturla ed il collega Franco Amadori — in modo da trovare un punto di incontro e collaborazione tra i vari mondi: agricoltori, animalisti, cacciatori…». «La Regione che investe in queste cose è un fatto molto positivo — commenta Marsan — Mi occupo di cinghiali da 33 anni e assicuro che le operazioni di contenimento funzionano molto meglio degli abbattimenti». —

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