Genova: maggioranza in tilt anche sul terzo valico.

La maggioranza scivola sul terzo valico e, per mancanza del numero legale, slitta all’anno nuovo la dentiera sull’utilizzo di tre cave della Val Chiaravagna per la realizzazione della controversa grande opera. li secondo colpo di scena in due giorni ha movimentato ieri mattina l’ultima seduta dì consiglio comunale dell’anno, terminata in anticipo perché – dopo l’approvazione di una delibera sull’Ex Martinez di Pegli – alla verifica del numero legale è risultato clic, con le assenze di alcuni consiglieri comunali e del (che peni non rientra nel conteggio sul numero legale), e con le uscite tattiche dall’aula derise da consiglieri dì opposizione e dìmag4oranza, nella sala rossa c’erano solo 19 presenti e non almeno i 20 necessari a garantire la validità della seduta, E così, dopo il rinvio, martedì scorso, della delibera relativa all’osservatorio sulla g’onda, ieri è slittato anche li voto di un provvedimento relativo al terzo valico, con reazioni di visibile malumore e nervosismo da parte del Pd. 

Ad innescare l’imprevisto è stato anche ieri un consigliere del Movimento 5 Stelle, come già era successo martedì per la delibera sulla gronda. Prima che iniziasse la discussione, infatti, Mauro Muscarà ha lamentato la mancata consegna di una sede di documenti che aveva richiesto: «Con questo metodo di portare la documentazione all’ultimo momento, non solo non viene garantita la partecipazione dei cittadini ma neanche quella del consiglio comunale – ha denunciato Muscarà.
Il materiale dl questa delibera ci è stato dato solo venerdì scorso, lunedì c’è stata la commissione e io ho chiesto ulteriore materiale sulla qualità dello smarino che verrà portato nella cava Vecchie Fornaci. Ieri mattina (martedì ndr) mi è stata data documentazione ancora insufficiente e ad oggi – ha sottolineato – non abbiamo ancora ricevuto le informazioni richieste sulla natura del materiale che verrà depositato nella cava, quindi io ritengo che si debba rinviare il voto su questa delibera». A quel punto il rapo- gruppo del Pd, Simone Farello, ha chiesto al vicesindaco e assessore all’urbanistica, Stefano Bernini, di spiegare il perché di tempi cosi stretti e Bernini ha risposto ricordando che, da presidente dei municipio Medio Ponente, aveva organizzato confronti pubblici sul terzo valico, e ha spiegato che «il contenuto di questo provvedimento fa riferimento a una delibera del Cipe (comitato interministeriale per la programmazione economica) del 2006: sono quindi informazioni di antica data quelle sullo smarino e alla documentazione consegnata al consigliere Muscarà mancava solo la legenda». «Non mi risulta che negli ultimi dieci anni ci siano stati incontri coni cittadini sul terzo valico – la replica del “grillino – Il 31 luglio scorso, comunque, era stato approvato un nostro ordine del giorno che prevedeva una serie di impegni sul terzo valico e noi stiamo ancora aspettando quanto avevamo chiesto. Se in una cava si mette smarino che invece è rifiuo si rischia una denuncia penale: io non chiedo cose fantascientifiche, chiedo una serie di dati ma non mi hanno ancora detto da dove viene il materiale dei carotaggi». Finito l’intervento di Muscarà, unto è precipitato in pochi minuti. Il capo- gruppo dell’ldv, Stefano Anzalone, sollecitato dal centro- destra, ha chiesto la verifica del numero legale mentre 13 consiglieri di M5S, Pdl, udc, lista Masso e il consigliere di maggioranza Antonio Domo (FdS), abbandonavano l’aula. All’appello hanno risposto, quindi, solo 19 consiglieri, tutti di maggioranza, dei 32 che erano presenti, e al presidente del consiglio comunale Giorgio Guerello non è rimasto altro da fare che sciogliere la seduta 113 consiglieri che hanno lasciato l’aula sono Stefano Balleari, Mario Baronì, Guido Grillo, Matteo Campora, Lilli Lauro del Pdl, Alfonso Gioia e Paolo Repetto dell’Udc, Muscarà, Andrea Boccaccio, Stefano De Pietro e Paolo Putti del M5s,Vittoria Musso della lista Musso e Bruno della Federazione della Sinistra, mentre sono rimasti in aula Anzalone, Farello e, del Pd, anche Nadia Canepa, Salvatore Caratozzolo, Paolo Cozzi, Gìanpaolo Malatesta, Al- batto Pandolfo, Monica Russo e Claudio Villa, e poi Enrico Pignone, Claudio Brasesco, Clizia Nicolella e Luciovalerio Padonavani della lista Doria, Franco De Benedictìs del gruppo misto e Gian Piero Pastorino e Leonardo Chessa di Sei, Assenti in maggioranza, fin dall’inizio, invece, Paolo Veardo e Gianni Vassallo del Pd, Monica Bartolini della lista Doria e Salvatore Mazzei dell’ldv, e dell’opposizione Edoardo Rixi della Lega, Enrico Masso e Pietro Saloni della lista Masso, ed Emanuela Burlando del Movimento 5 Stelle.
E se Vassallo spiega che era assente per problemi personali, Verardo dice che «avevo un impegno di lavoro preso da tempo. Comunque – aggiunge – lamento che martedì la seduta di consiglio si sia interrotta alle 18.30, mente c’era tutto il tempo per andare avanti». Del terzo valico si riparlerà, in sala rossa, nel 2013.

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