Confini contesi in mare, retromarcia francese: «Sbagliate le cartine» – Confini in mare, retromarcia francese

Secolo XIX di martedì 20 marzo 2018

di De Fazio Mario

  • ” LA GUERRA DEI GAMBERI Confini contesi in mareretromarcia francese«Sbagliate le cartine» DEFAZIO»8 – • , SVOLTA NELLA GUERRA DEL GAMBERO SEGUITA AL TRATTATO DI CAEN MAI RATIFICATO DALL’ITALIA Confini in mare, retromarcia francese Parigi ammette: «Un errore le cartine con pezzi di Mediterraneo “annessi”» II peschereccio Mina, sequestrato in passato dalla Francia IL CASO MARIO DE FAZIO PIU’ CHE il gambero, questa volta il passo indietro lo fa la Francia. Le cartine inserite in un documento ufficiale del Ministero dell’Ambiente francese, in cui alcuni pezzi di mar Mediterraneo erano stati “annessi” dai transalpini in base al Trattato di Caen mai ratificato dall’Italia, sono «errate e in corso di correzione». Adirlo, in una comunicazione ufficiale arrivata alla Farnesina nel tardo pomeriggio di ieri, è direttamente il governo di Parigi. La seconda “guerra dei gamberi” – dopo la prima andata in scena tre anni fa con il sequestro del peschereccio sanremese Mina – è una guerra lampo. E si conclude, dopo le proteste dei pescatori e le polemiche della politica, con la marcia indietro ufficiale della Francia, contenuta nella lettera di scuse arrivata ieri a Roma, nella sede del Ministero degli Esteri. A confrontarsi con l’ambasciata e il governo francese, in questi giorni, è stato Giuseppe Buccino, ex ambasciatore in Libia e direttore generale per l’Unione europea. «Si è trattato di un errore, come già ci aveva comunicato l’ambasciata francese a seguito di contatti immediatamente avviati» spiega Buccino. Poi è arrivata anche la lettera ufficiale del Ministero francese, con cui dovrebbe essere messa la parola fine al nuovo capitolo della querelle politico-diplomatica. Anche i timori, sollevati da più parti, circa il rischio di una sorta di silenzio

La lettera con cui il governo francese ammette «l’errore» sulla scelta delle cartine assenso del governo – che non si è ancora espresso sulle procedura francese il cui termine per presentare osservazioni è il 25 marzo – sembrerebbero infondati. «Una cartina in un documento strategico a valenza interna non produce effetti sulle delimitazioni marine, né diritti nell’ordinamento internazionale – continua Buccino-. Non c’è alcun obbligo per il Governo ad intervenire in una situazione irrilevante sulle condizioni degli spazi marini esistenti». Il Trattato di Caen, per ora, *** resta solo sulla carta e sulle cartine sbagliate utilizzate dal Ministero francese. Ma le polemiche politiche non si fermano. Dopo le accuse della Lega di immobilismo al governo lanciate dal responsabile economia, Claudio Borghi, e dal segretario regionale del Carroccio, Edoardo Rixi, ieri anche la lader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, è intervenuta sulla vicenda, sostenendo che «la mobilitazione va avanti e Fratelli d’Italia continuerà a vigilare sull’integrità dei nostri confini marittimi: raccoglieremo in un’interrogazione parlamentare le tante domande inevase su questa vicenda e chiederemo che il nuovo Parlamento si esprima. Per noi questo accordo è carta straccia e non deve essere ratificato». Ma la vicenda dei “confini contesi” arriverà oggi anche in Consiglio regionale, con un ordine del giorno presentato dal consigliere leghista Stefania Pucciarelli. «Vigileremo sui nostri confini marittimi e domani (oggi, ndr) in Consiglio presenterò ugualmente l’ordine del giorno auspicando che lo firmino tutti i colleghi perché Regione Liguria si deve pronunciare, ancora una volta e sempre chiaramente, a difesa dei pescatori e del territorio». Chi ha stigmatizzato la levata di scudi del centrodestra, è l’europarlamentare del Pd, Renata Briano, vice presidente della commissione Pesca a Bruxelles: «Le cartine contengono degli errori che l’ambasciata francese ha riconosciuto. Questo non significa certo che l’Italia abbia intenzione di cedere un mare, assai strategico per i nostri pescatori, alla Francia».

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