Diga low cost, la Regione apre le porte, Rixi: un’idea concreta

Spinelli incontra Toti per illustrare il progetto. Rixi: «È un’idea concreta» L’idea per la nuova diga foranea del porto di Genova firmata dall’imprenditore Aldo Spinelli approda in Regione. L’imprenditore nei giorni scorsi aveva confermato al Secolo XIX di aver incontrato il governatore ligure Giovanni Toti, per illustragli la sua idea di diga low cost (l’attuale progetto nel piano regolatore portuale vale 1,1 miliardi di euro). Il Capo di Gabinetto Pietro Paolo Giampellegrini, presente all’incontro, spiega che «Spinelli non ha presentato un vero e proprio progetto: ha illustrato un’idea che abbiamo ascoltato con grande attenzione. Potremmo valutare avendo un progetto con tutte le stime». Spinelli ha calcolato che basterebbe spostare 500 metri più a largo l’attuale diga, per ottenere fondali di 25 metri e garantire l’accesso al porto anche alle portacontainer di ultima generazione. Rispetto al progetto nel Prp (più complesso, perché ricava aree portuali addossate alla nuova diga), la diga lowcost sarebbe realizzabile in quattro – cinque anni, con esborso di 350 milioni di euro, cifra che potrebbe essere pagata dai terminalisti genovesi deviando il 20% delle imposte ogni anno versate allo Stato . «Certamente – valuta Edoardo Rixi, assessore ai Porti della Regione – un imprenditore come Spinelli non difetta di concretezza. Dunque è un’idea che teniamo in considerazione. Devo dire tra l’altro che fa piacere che gli imprenditori individuino nella Regione un interlocutore per il tema dei porti, perché in questo momento è necessaria coesione». Giacomo Giampedrone, assessore regionale alle Infrastrutture, spiega che «l’incontro è avvenuto tra Spinelli e Toti. Ma certamente se si aprisse la possibilità di realizzare un’opera che prevede costi inferiori a quelli ipotizzati sinora, se ne deve valutare la fattibilità». Giampedrone ricorda che a settembre la giunta ha presentato al ministro dei Trasporti, Graziano Delrio la lista delle opere prioritarie per la Regione – in cui è stata inserita la richiesta di un finanziamento da 50milioniperla progettazione della diga inserita nel Prp del porto, licenziato a febbraio. I tempi sono stretti: la Capitaneria chiede entro il 2018 IL taglio dell’attuale diga foranea, all’altezza della foce del Polcevera (costo: 250 milioni), per permettere alle navi da 18 mila teu che approderanno al nuovo terminal di Calata Bettolo di manovrare in sicurezza. Per questo,serve uno stralcio dell’attuale Prp, mentre un’eventuale “variante Spinelli” della nuova diga dovrebbe essere inserita nel nuovo piano.
Tratto da ‘ilsecoloxix26-11-15’

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