Elezioni, la Lega punta all’en plein. Rixi: “Un voto più di Berlusconi e Salvini sarà premier”

Nella sede genovese del Carroccio in via Macaggi fibrillazione per una campagna elettorale decisiva nella definizione dei rapporti di forza nel centrodestra

Genova. Al numero 23 di via Macaggi, varcato un portone liberty e superata una portineria che non sembra mai uscita dagli anni Venti, al primo piano, entrando nella sede della Lega (non più “Nord”) genovese, si viene catapultati in un universo salviniano.

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La gigantografia del candidato premier del Carroccio dà il benvenuto su una parete dell’ingresso. Qua e là sui muri, nei vari uffici, sono sparsi manifesti ufficiali o fai da te del partito. “Prima gli italiani”. “Andiamo a governare”. “Ora o mai più”. Fino ad arrivare alle due ruspe sagomate in cartone che sovrastano la sala stampa.

Nella stessa sala, dove saranno presentati i candidati liguri della Lega alle elezioni politiche 2018, una mappa della Liguria. La regione è suddivisa per collegi. Diversi colori indicano i territori “amici” e quelli dove governa ancora il centro sinistra. Le aree di influenza più facili e quelle più difficili da raggiungere. Come in un “risiko”. In palio, in questo gioco che si chiama democrazia, la possibilità di mandare a Roma più esponenti del partito locale possibili.

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“Finalmente – dice Edoardo Rixi, segretario regionale della Lega, assessore regionale e candidato alla Camera all’uninominale nel collegio 4 Genova – Bargagli, ma anche capolista nei listini proporzionali Liguria 1 Ponente e 2 Levante – visto che nel passato ciclo amministrativo non eravamo riusciti a inviare né un senatore né un deputato”.

L’impressione, respirando la fibrillazione nella sede di via Macaggi, è che il partito non punti ad avere qualche parlamentare, ma ad averne il più possibile. E se Rixi chiarisce che “I nostri avversari principali sono il Pd e il M5S, con il Pd in particolare abbiamo una visione del mondo opposta, dall’immigrazione, alla politica industriale, alla legge Fornero”, c’è un avversario “interno” alla coalizione che si chiama Forza Italia. Perché l’assessore regionale lo ripete da giorni: “Se vinceremo e la Lega prenderà un voto in più di Forza Italia noi abbiamo ben chiaro che il presidente del consiglio dovrà essere Matteo Salvini”.

I nomi. Erano già usciti nei giorni scorsi, ma questa mattina erano insieme – quasi tutti – nella stessa stanza. Oltre a Rixi, dunque, Sara Foscolo, vicesindaco di Pietra Ligure, candidata alla Camera all’uninominale del collegio 2 Savona, nei listini proporzionali Liguria 1 Ponente e Liguria 2 Levante. Nei listini proporzionali della Camera sono anche candidati: nel Liguria 1 Ponente Flavio Di Muro, capo di gabinetto dell’assessorato di Rixi, e Rosy Guarnieri, ex sindaco di Albenga; nel Liguria 2 Levante Lorenzo Viviani, pescatore e ricercatore antartico, e Daniela Segale, presidente del parco dell’Antola.

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Per il Senato, Paolo Ripamonti, assessore alla Sicurezza del Comune di Savona, è candidato al collegio uninominale Liguria 1 Ponente; Stefania Pucciarelli, consigliere regionale e presidente della commissione Attività produttive, è candidata al collegio uninominale Liguria 3 Levante. Nel listino proporzionale Liguria al Senato, capolista è il segretario federale della Lega Matteo Salvini, seguito dall’avvocato Giulia Bongiorno, dal presidente del consiglio regionale della Liguria Francesco Bruzzone (più sorridente che mai in questo avvio di campagna elettorale) e da Sonia Paglialunga, consulente del lavoro.

“Nomi tutti legati al territorio – sottolinea Edoardo Rixi – come avevamo promesso”. (Se si eccettua Giulia Bongiorno, e si considera Salvini metà ligure per via della sua casa al mare a Recco). E alla domanda se avesse preferito più territorio nelle liste della coalizione, l’assessore regionale risponde: “Le decisioni che avevamo preso a livello locale avrebbero favorito la campagna nazionale più di quanto non faranno le decisioni prese a livello nazionale. Mi riferisco a Forza Italia, che ha avuto atteggiamenti altalenanti nei confronti della Liguria, anche se alla fine si è corretto il tiro, ma c’è stata una fase in cui mi volevano proporre di far candidare da queste parti personaggi stravaganti, quarte o quinte gambe, e ho fatto di tutto affinché non accadesse”. Il riferimento è alla quasi candidatura di Lorenzo Cesa (Udc) a Imperia.

Il 5 marzo, secondo la Lega, il presidente Mattarella darà l’incarico di formare il governo alla coalizione vincitrice e non al primo partito. “Questa legge elettorale premia la coalizione e la possibilità di raggiungere una maggioranza”, afferma Rixi. A questo proposito, il numero 2 di Salvini non teme tentativi di alleanza tra Lega e M5S, come alcune voci hanno suggerito, ma piuttosto tra Pd e Forza Italia. “Ma Berlusconi ha detto che non lo farà mai – afferma Edoardo Rixi – e noi gli crediamo”.

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