Ferrania, la Regione approvala “cassa” per 45 dipendenti

Stampa Savona di mercoledì 18 ottobre 2017

di Camoirano Mauro

Cairo Montenotte Ferrania, la Regione approva la “cassa” per 45 dipendenti Firmato l’accordo, ora l’esame al ministero MAURO CAMOIRANO CAIRO M.

Ferrania Solis, firmato, in Regione, l’accordo per la cassa integrazione straordinaria in deroga per area di crisi, ma l’ultima parola spetta al Ministero. Intanto c’è attesa per il tavolo «politico» convocato, sempre in Regione, per il 7 novembre. Spiegano, i sindacati: «Con l’accordo firmato in Regione c’è la disponibilità a “convertire” la richiesta di mobilità di 45 dipendenti su 49, avanzata dall’azienda, in una trance di un anno, sino al 2 novembre 2018, di cassa integrazione straordinaria in deroga. Possibilità che è concessa dallo status di area di crisi industriale complessa, ma che dovrà essere approvata dal Ministero. Una volta ottenuto l’approvazione, per la quale le istituzioni paiono ottimiste, l’azienda ritirerà la richiesta di mobilità che rimarrà limitata a 17 dipendenti che, nel corso dell’anno, vorranno utilizzarla volontariamente. Questo pensando all’immediato, per scongiurare i licenziamenti, il vero nodo – concludono i sindacati – è cosa emergerà dal tavolo politico, convocato in Regione per il 7 novembre, dove si affronterà anche la questione Invitalia». Un tavolo, commenta il sindaco di Cairo, Paolo Lambertini, «al quale, oltre gli enti istituzionali, sarà presente anche Invitalia, come mi ha confermato l’assessore regionale Rixi, mentre non abbiamo notizie della presenza o meno della proprietà. Si cercherà in quella sede, di trovare il giusto equilibrio tra la normativa, molto precisa riguardo certi inadempimenti, e quindi le legittime richieste di Invitalia; ma anche la situazione della Ferrania e il fatto che proprio Invitalia è chiamata a “governare” le opportunità dettate dalla situazione di area di crisi complessa». C’è anche un’altra aspettativa generale: dopo tanti aiuti e tanti ammortizzatori sociali pagati con soldi pubblici, su quelle aree si torni finalmente a fare industria e creare occupazione e non continuare a vivere di sussistenza.

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