Genova, stop ai profughi, in Comune è linea dura – Migranti, il Comune chiude le porte

Secolo XIX Genova di martedì 18 luglio 2017

di Sculli Roberto

Genova, stop ai profughi in Comune è linea dura SCULLI » 13 IN CITTÀ MANCANO I POSTI: PRESTO SARÀ SGOMBERATA ANCHE LA FIERA Migranti, il Comune chiude le porte La Lega vuole bloccare gli arrivi. Bucci media per evitare lo strappo con la prefettura L’EMERGENZA A breve un bando per la ricerca di 600 posti letto riservato alla provincia ROBERTO SCULLI I RAPPORTI diplomatici non si sono interrotti, e anzi il sindaco, Marco Bucci, nel primo approccio alla questione, in prefettura, si è mostrato misurato. Tuttavia, la maggioranza preme e i falchi hanno ottenuto una prima promessa: porte chiuse ai migranti, ossia il Comune di Genova non collaborerà più con la prefettura sul tema dell’accoglienza di profughi. E questo, com’era prevedibile, rischia d’aprire una inedita stagione di conflitto istituzionale: perché se le decisioni, fino a ora, il prefetto FiammaSpenale aveva condivise sistematicamente con il sindaco uscente, Marco Doria, il rapporto rischia di cambiare forma. Con la prefettura, che, pressata dai continui arrivi di persone, sarebbe costretta a condividere soltanto informazioni e non più decisioni. Ignorando la volontà del Comune, facoltà che i prefetti hanno ma che usano come ultima spiaggia (a Genova non è mai accaduto). Per ora, nessun messaggio ultimativo e ufficiale è arrivato a Palazzo Doria SPAZI RIDOTTI I Comuni costieri non sono disposti ad accogliere profughi nella stagione turistica Spinola. Tuttavia la componente più a destra della maggioranza spinge per la linea dura. Non a caso la Lega ha chiesto e ottenuto l’assegnazione dell’assessore delegato a questi argomenti, Stefano Garassino. Ed è noto che il segretario Edoardo Rixi abbia espressamente manifestato l’intenzione di opporsi alle azioni dei prefetti.

Quanto durera questo approccio a due velocità, più accondiscendente, nelle stanze del prefetto, più guerranfondaio, in quelle di Palazzo Tursi? Certo è che nessuno si può permettere di temporeggiare, meno che mai la prefettura, che ha accolto gli ultimi di una serie di pullman la scorsa notte. E se il Comune che da solo fa fronte a circa la metà di tutta l’accoglienza della Liguria dovesse, davvero, opporre resistenza, le cose si farebbero molto, molto complicate. Per questo la prefettura ha provato a muoversi con anticipo, cercando di intervenire sul nodo che esacerba il problema: la distribuzione delle presenze, ancora oggi molto disomogenea. Un bando per la ricerca di 600 posti letto in provincia di Genova e in tutti quei Comuni che non partecipano allo sforzo sarà pubblicato in queste ore. Tuttavia, è probabile, come accaduto le ultime volte, che l’adesione sia tutt’altro che entusiastica. Una valvola di sfogo sarebbero i Comuni costieri levantini, popolosi e quasi del tutto privi di centri di accoglienza. Ma prima la campagna elettorale, quindi la stagione turistica, hanno suggerito a tutti i primi cittadini di muoversi coi piedi di piombo. Anche il sindaco di Chiavari Marco Di Capua, che aveva vagheggiato un’apertura ai progetti Sprar (il sistema di protezione rifugiati gestito dai Comuni), ha ritirato la sua disponibilità. E ha rimandato un’eventuale decisione a dopo l’estate anche il sindaco di Recco, Dario Capurro. Nel frattempo la ricerca di immobili non sta dando esiti particolari: dagli ex conventi alle caserme, non si trova uno spiraglio. Alcuni immobi *** li ci sarebbero, ma rich iederebbero interventi lunghi e molto costosi, incompatibili con la situazione e i fondi disponibili. I numeri dicono che si è arrivati ormai molto vicini alla saturazione. Solo in provincia di Genova il fabbisogno è arrivato a 3.090 posti – non tutti coperti – e in Liguria si è già oltre il fatidico tetto di 6.043 presenti assegnato dal Viminale. Ecco perché per la tenuta di tutta la regione il ruolo di Genova è fondamentale. Senza, e senza la disponibilità diffusa di altri territori, non ci sarebbe un cuscinetto per tamponare i picchi. A maggior ragione perché la Fiera entro la fine di agosto dovrà essere sgomberata. Al momento lì sono ospitate 190 persone. Un centinaio potrebbero essere trasferite nell’ex bocciodromo di San Benigno, i cui lavori si erano fermati per non avvelenare ancor di più la campagna elettorale. Per gli altri, una soluzione è tutta da inventare. Senza contare che gli sbarchi non sono certo finiti qui. sculli@ilsecoloxix.it BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI 190 i migranti ospitati oggi in Fiera.

Saranno trasferiti entro la fine di agosto 6.400 i profughi presenti in Liguria, contando anche quelli di Ventimiglia 600 i posti che la prefettura cerca nei Comuni della provincia Migranti In attesa nel centro d’accoglienza di Campi ***

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: