Grandi predatori, patto tra Regioni

Nazione La Spezia di domenica 17 febbraio 2019

di Tonelli Giulia

Grandi predatori, patto tra Regioni Venticinque denunce, nel 2018, per il patrimonio zootecnico depauperato LA STIMA «Sulla base delle segnalazioni presumiamo che in Liguria ci siano circa 120 esemplari» UN’ALLEANZA tra regioni del nord, nel rispetto della normativa europea, per fronteggiare l’emergenza lupi e orsi: grandi predatori che infliggono duri colpi alle attività economiche e alla biodiversità del territorio, alta Val di Vara compresa. A fare luce sul tema è Stefano Mai, assessore regionale all’allevamento: «All’incontro organizzato a Trento è stato stilato un documento che verrà inviato e valutato da tutte le Regioni — spiega —. L’Unione europea riferisce che è possibile fare azioni dissuasive nei confronti dei grandi predatori, ma la competenza è in mano al Governo: bisogna capire quali sono i margini entro i quali possiamo agire per salvaguardare gli allevatori che lavorano prodotti di qualità».

INTANTO la Regione colleziona domande di risarcimento. Solo alla Spezia, per i danni al patrimonio zootecnico, ne sono state presentate 27 nel 2015 — per un totale di 13mila 223 euro —, 13 nel 2016 (5mila e 542 euro), 5 nel 2017 (2mila 829 euro) e 25 nel 2018 (l Omila 611 euro). A testimoniare la crisi del settore ci pensano le riduzioni (drastiche) dei greggi e le aziende agricole che hanno deciso di `gettare la spugna’. Ma cosa si può fare per arginare il problema? Sicuramente attendere il bando regionale da 2milioni di euro, previsto entro il termine della primavera, che consentirà di acquistare nuove recinzioni («quelle da un metro, un metro e venti non sono più sufficienti» spiega Mai) comprensoriali e singole utili a proteggersi da lupi, caprioli, cinghiali. «Dalle segnalazioni presumiamo che i branchi di lupi siano aumentati— continua sull’argomento — L’ultima stima in Liguria individuava 50 individui nel 2014, una decina di branchi da cinque individui La novità Un’alleanza tra regioni del Nord, nel rispetto della normativa europea, per fronteggiare l’emergenza lupi e orsi: i grandi predatori infliggono duri colpi alle aziende agricole L’assessore regionale all’agricoltura Stefano Mai l’uno. Dalle segnalazioni si presume che i branchi siano aumentati fino a 120 lupi, ma non sappiamo se sono liguri, emiliani, piemontesi…». Oltre alle tecniche di contenimento, la Regione si mobilita e investe sulla ricerca.

«ABBIAMO stipulato una convenzione col ‘Wolf appennine center’ — continua Mai —: la sovvenzione con il centro del parco nazionale dell’Appennino toscoemiliano è stata sottoscritta per controllare la specie, per capire le tipologie di animali presenti sul territorio e partecipare al bando europeo sulla biodiversità». L’intenzione? Tendere una mano agli allevatori arrivati al limite della sopportazione e salvaguardare i cittadini. «Se il lupo non percepirà l’uomo come un pericolo si avvicinerà sempre di più e poi trasmetterà informazioni genetiche alla prole — conclude —. Servono metodi dissuasivi per fargli capire che la città non è il suo habitat».

Giulia Tonelli IL bando Entro la fine della primavera uscirà un bando regionale da due milioni di euro, che consentirà di acquistare nuove recinzioni sia comprensoriali sia individuali per proteggere beni e greggi dall’assalto di lupi, caprioli, cinghiali e altri animali selvatici Lo studio Recentemente la Regione Liguria ha stipulato una convenzione con il Wolf Appennine Center, sottoscritta per controllare la specie, per capire quali tipologie di animali siano presenti sul territorio e per partecipare al bando europeo sulla biodiversità

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