I giudici genovesi bloccano i conti della Lega Nord. Salvini: “Attacco della magistratura”

Operativo da oggi il sequestro cautelativo. Problemi anche alle federazioni locali. Conti svuotati nel giro di poche ore. Edoardo Rixi: “Non ci fermeranno, siamo abituati a tirare la cinghia”

Genova. In un’intervista, qualche settimana fa, il tesoriere della Lega Nord Giulio Centenero spiegava che “per il partito il sequestro cautelativo di quasi 50 milioni chiesto dalla Procura di Genova sarebbe stato un bel problema”. Peggio, avrebbe potuto portare il Carroccio alla bancarotta. Oggi l’incubo rischia di diventare realtà.

“Oggi, per la prima volta nella storia della Repubblica, i giudici stanno bloccando l’attività di un partito politico”, ha affermato Matteo Salvini in una conferenza stampa a Montecitorio riferendosi al fatto che la sentenza del Tribunale di Genova da oggi operativa. Il processo aveva visto imputati e condannati l’ex tesoriere Belsito, Umberto Bossi e il figlio Renzo, su irregolarità dell’utilizzo di fondi pubblici. “Si tratta dell’azione di una scheggia di magistratura: ora non ho disponibilità per pagare i palchi di Pontida”.

I giudici genovesi avevano condannato Umberto Bossi a 2 anni anni e 3 mesi di carcere, a 2 anni e 6 mesi Francesco Belsito, e a un anno e 6 mesi il figlio del Senatur. Secondo i giudici, tra il 2009 e il 2011 l’ex tesoriere della Lega si sarebbe appropriato di circa mezzo milione di euro, mentre l’ex leader del Carroccio avrebbe speso con i fondi del partito oltre 208mila euro. Ora è l’attuale gestione, anche se non ha niente in comune con quella precedente, a potere pagare le conseguenze. Il Tribunale ha accolto le richieste dei pm e la procura – secondo quanto si apprende – avrebbe deciso di bloccare i fondi del Carroccio a garanzia dei soldi utilizzati in maniera, sempre secondo l’accusa, impropria.

“Certo, faremo ricorso, ma con i tempi della giustizia italiana dovrò attendere un anno – ha detto Salvini – E nel frattempo sto qui a guardar le stelle”. “Una decisione assurda – ha aggiunto – che arriva prima della sentenza definitiva, e che per di più riguarda una gestione precedente, di sei o sette anni fa. Ma noi comunque andiamo avanti, anche se non sappiamo come pagare, domenica faremo lo stesso Pontida.

“Abbiamo sempre tirato la cinghia, saremo fantasiosi anche questa volta in qualche modo faremo – così Edoardo Rixi, assessore regionale e vicesegretario della Lega Nord – commenta con amaro sarcasmo, la notizia – di certo è un atto gravissimo, mai accaduto nella storia della Repubblica, credono di fermarci in questo modo, ma non ci riusciranno”. Il sequestro cautelativo è solo temporaneo, ma “andrà avanti fino a dopo le elezioni, che sono tra pochi mesi”, conclude Rixi.

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