Il Decreto è legge, 600 milioni a disposizione del commissario: «Genova e la Liguria hanno vinto»

Genova – «Oggi è una grande giornata, Genova e la Liguria hanno vinto. Il decreto Genova è legge: oltre 600 milioni di euro saranno a disposizione del commissario alla ricostruzione Marco Bucci per dare risposte agli sfollati, alle imprese, alla portualità e ai lavoratori». Esordisce così il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi in un post pubblicato pochi minuti fa sulla sua pagina Facebook. «Il Decreto Genova è legge»: parole che portano con sé grande entusiasmo.

Il Decreto – Dei 600 milioni messi a disposizione del commissario straordinario alla ricostruzione oltre 72 saranno destinati alle famiglie che hanno perso la casa dopo il crollo di Ponte Morandi, mentre 55 milioni andranno alle imprese danneggiate, 30 milioni a sostegno dei lavoratori per la cassa integrazione, oltre 48 milioni alla mobilità e il trasporto pubblico locale e 44 milioni al porto.
«Continueremo a lavorare per la città come stiamo facendo dal 14 agosto» ha commentato il sindaco di Genova e commissario straordinario alla ricostruzione Marco Bucci. «Adesso lo faremo con pieni poteri per poter arrivare all’obiettivo di demolire e ricostruire il ponte in tempi certi e rapidi nell’interesse dei genovesi, delle attività produttive della città, dei quartieri in sofferenza, delle famiglie degli sfollati nel rispetto e in memoria delle 43 persone che hanno perso la vita nel crollo di Ponte Morandi».
«Genova non si è mai fermata da quel giorno, adesso ha gli strumenti per rilanciarsi» conclude fiducioso il primo cittadino.

Il commento di Toti – «Meglio tardi che mai»: questo il commento del governatore della Liguria Giovanni Toti. «È stata una partenza faticosa, con un testo all’inizio difficile e fatto di fretta, che ha lasciato molte parole nella penna. Il lavoro parlamentare però è stato serio, perché alla fine il Decreto contiene molte misure che saranno utili a questa città e a questa Regione. Un Decreto certamente utile, uscito dal Senato come era entrato alla Camera: con tutte le note positive che ho già avuto modo di sottolineare molte volte e con tutte le criticità e le perplessità che restano nell’impianto della ricostruzione». A tal proposito, il presidente Toti non ha mancato neppure di commentare l’astensione del suo partito, Forza Italia, dal voto relativo al Decreto: «Forza Italia si è astenuta per segnare la sua posizione di opposizione, oltre che per segnalare il fatto che sul Decreto le perplessità che io stesso ho citato sono rimaste. Io al posto dei miei colleghi avrei dato più fiducia a questa città e avrei votato positivamente, ma è indubbio che le criticità ci sono ancora e ci sono tutte».
In merito al gesto di Danilo Toninelli, invece, Toti sceglie per una volta di spezzare una lancia in favore del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: «È una normale esultanza. In questo caso – e non è successo spesso – credo che Toninelli con quel gesto abbia scaricato la tensione di mesi d’attesa e di settimane di duro lavoro. Spesso Toninelli mi preoccupa più quando parla che quando gesticola».
«L’importante non è il colore del gatto, ma che prenda i topi. Io avevo idee diverse all’inizio, ma se il Governo ha scelto diversamente è giusto che se ne assuma i meriti se andasse bene e le responsabilità se andasse male» conclude il presidente della Regione. «Io da oggi sono il signore che gira la clessidra e aspetta che i granelli cadano: abbiamo collaborato a dare al governo il migliore dei commissari possibili, quindi se le cose così come sono funzioneranno sarà merito del governo, ma se qualcosa dovesse andare male è chiaro che la responsabilità non è a Genova».

http://www.genovapost.com/genova/cronaca/il-decreto-e-legge-600-milioni-a-disposizione-del-commissario-genova-e-la-liguria-hanno-vinto-138422.aspx

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