Il «partigiano» Doria non ricorda – Sindaci smemorati per il Giorno del Ricordo

Giornale del Piemonte e della Liguria di mercoledì 15 febbraio 2017
di Bottino Monica

FOIBE, GENOVA ASSENTE ALLA COMMEMORAZIONE IL «PARTIGIANO» DORIA NON RICORDA Dopo essere sceso in piazza contro i neonazisti sabato a Sturla, il sindaco «dimentica» di partecipare alla cerimonia sciale in Regione e non manda nemmeno il gonfalone • Sindaci smemorati nel Giorno del Ricordo. Marco Doria e il primo cittadino della Spezia, Massimo Federici, non hanno presenziato ieri alla cerimonia voluta dal presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone alla sala dell’Archivio di Stato, in occasione della celebrazione per le vittime delle foibe, perseguitate dai comunisti di Tito. E se per il Comune c’era l’assessore Lanzone, mancavano comunque i gonfaloni. LA DENUNCIA Dei consiglieri Pucciarelli (Lega) e Costa (Liguria Popolare) Sindaci smemorati per il Giorno del Ricordo Alla cerimonia solenne voluta dal presidente Bruzzone mancavano Doria e Federici. con i zonfaloni cittadini Monica Bottino • Due sindaci e due gonfaloni «pesanti» assenti alla cerimonia del Giorno del Ricordo. Ed è subito polemica. I sindaci «rossi» di Genova e La Spezia non si sono visti, ieri, alla commemorazione all’Archivio di Stato. E nemmeno c’erano i gonfaloni dei due capoluoghi. Impegni precedenti? Costi eccessivi? E dire che l’occasione era importante: per la prima volta, grazie alla volontà del presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone, si è celebrata la giornata in maniera solenne da parte del consiglio regionale. Quindi le assenze eccellenti sono state notate, vuoto non colmato dalla presenza dell’assessore comunale Isabella Lanzone. «Alla cerimonia della commemorazione per le vittime delle foibe, massacrati dai comunisti titini solo per ragioni etniche, erano presenti le massime autorità di Genova e della Liguria, ma erano assenti il sindaco e il Gonfalone del Comune di Genova», attacca la consigliera regionale leghista Stefania Pucciarelli, che fa notare come tra i partecipanti alla commemorazione, che ha avuto toni commoventi anche perla partecipazione dei famigliari di alcune vittime, manchi pmprio il primo cittadino, che al contrario, sabato scorso, non aveva esitato a scendere in piazza alla testa del corteo che contestava contro la riunione dei leader dell’ultradestra. Una lontananza dall’evento, da parte del sindaco, segnalata anche da un altro fatto. Doria, per esempio, è stato contestato anche dai rappresentanti di Fratelli d’Italia, Gianni Plinio e Massimo Spinaci, perché «anche quest’anno si è dimenticato della ricorrenza, e non ha nemmeno ancora preso in considerazione la richiesta di titolare una via a Norma Cossetto giovane studentessa istriana seviziata, violentata ed infoibata nell’ottobre 1943 da partigiani slavi a cui il Comune di Rapallo, su proposta del nostro dirigente Livio Ghisi, ha recentemente intitolato la sala riunioni della prestigiosa villa Queirolo» . A stigmatizzare l’assenza del sindaco spezzino Massimo Federici, che solo qualche giorno fa si era tolto la fascia tricolore davanti a un esule che aveva ringraziato Casa Pound, è stato invece Andrea Costa, consigliere di Liguria Popolare, che parla di «assenza gravissima di Comune, Provincia e Gonfalone». Gli assenti, ieri, hanno perso l’occasione di ascoltare le parole toccanti della giornalista di Avvenire Lucia Bellaspiga, figlia di esuli istriani, che ha ricostruito il dramma di migliaia di famiglie che persero gli affetti più cari e, per scampare alla morte nelle foibe, furono costrette ad una precipitosa fuga dalle terre in cui erano nate e cresciute.

Il presidente del consiglio regionale, Francesco Bruzzone, ha spiegato che «il moto di odio sanguinario, che assunse i sinistri contorni della pulizia etnica», fu determinato da fattori diversi: «La coda *** avvelenata del conflitto, un giustizialismo sommario, un rigurgito nazionalista, l’ansia di vendetta e la volontà di sradicamento della presenza italiana». Rivolgendosi agli esuli presenti in sala Bruzzone ha rimarcato il «dramma di cui la nostra regione è testimone diretto perché molti cercarono qui un rifugio, un porto sicuro dove costruire un possibile futuro. Oggi insieme a voi – ha concluso – ci sono i vostri figli, i nipoti, con il cuore gonfio di nostalgia per una terra lontana che è sentita ancora come propria, a testimoniare tutta la sofferenza di una ferita sempre aperta». La cerimonia si è svolta la premiazione degli studenti vincitori del concorso dedicato a questa pagina della storia. Forse i giovani potranno rendere ragione alla Storia. mancavano Doria e Federici, con i gorlfa CERIMONIA SOLENNE Tanta commozione degli esuli presenti

 

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