Ilva Genova, sindacato e istituzioni pronti per il tavolo

Secolo XIX di lunedì 8 gennaio 2018

di Ferrari Gilda

MERCOLEDÌ RICOMINCIA LA TRATTATIVA AL MISE. IL 17 GENNAIO CONFRONTO A ROMA SULL’ACCORDO DI PROGRAMMA Ilva Genova, sindacato e istituzioni pronti per il tavolo Rixi (Regione Liguria): «Mittal investa di più su Cornigliano». Manganaro (Fiom): «Esuberi temporanei, non strutturali» GILDA FERRARI GENOVA. Il negoziato su Ilya torna di merito. Passate le festività natalizie e nonostante le non ancora concluse polemiche politiche pugliesi su ricorsi e Autorizzazione integrata ambientale, la cessione del siderurgico italiano torna a essere discussa sui tavoli della trattativagià calendarizzati dal ministero dello Sviluppo economico. Mercoledì prossimo è previsto un incontro al Mise tra ArcelorMittal, sindacati nazionali e locali, governo e commissari. Oggetto del vertice, il piano industriale di Am Investco Italy, la cordata che si è aggiudicata gli stabilimenti Ilya di Genova, Novi Ligure e Taranto. Secondo quanto ricostruito dal Secolo XIX, durante l’incontro le parti dovrebbero affrontare scenari di mercato europeo e italiano dell’acciaio in funzione del piano industriale che Mittal propone per Ilya. Ma quello al quale la Liguria guarda con maggior interesse è l’incontro sull’Accordo di programma di Genova, fissato per mercoledì 17 e accordato dal governo dopo gli scioperi e l’occupazione della fabbrica di Cornigliano. A quel tavolo siederanno, oltre a governo, commissari, sindacati e ArcelorMittal anche gli altri firmatari dell’Accordo: Regione Liguria, Comune di Genova, Autorità portuale e, si ipotizza, prefetto e Confindustria. La lettera di convocazione dovrebbe arrivare a giorni. In Regione l’attesa sembra governata da un cauto ottimismo. «Noi crediamo che seicento esuberi su Genova siano semplicemente un numero nemmeno discutibile. – osserva Edoardo Rixi, assessore allo Sviluppo economico – E siamo altresì convinti che il tema centrale sia quello degli investimenti e delle aree che Genova offre al gruppo. Il tavolo del 17 è molto importante – aggiunge Rixi – occorre che ArcelorMittal dia un segnale di investimento aggiuntivo su Cornigliano, stabilimento che potrebbe tra qualche anno diventare cuore della logistica dell’acciaio in Europa.E chiaro che aree di pregio come quelle di Cornigliano non possono restare senza una visione di sviluppo. ArcelorMittal deve manifestare il suo interesse concreto, altrimenti le aree andranno riperimetrate». Aperta al confronto la Fiom, con il segretario Bruno Manganaro che avverte: «Il sindacato ci sarà e farà la sua parte, ma il 17 è necessario che tutte le istituzioni diano il loro contributo. Regione e Comune (che già lo stanno facendo), Autorità portuale, prefetto e Confindustria, associazione che finora è rimasta silente». Nel merito, Manganaro spiega: «Un milione e 100 mq di aree con banchine in concessione per 60 anni sono un bel regalo che Mittal deve meritarsi. Oggi non ci sono le condizioni per far lavorare 1.500 persone, ma tutti devono passare al gruppo, così come ci passa tutta l’area, e una cassa integrazione sino al perfezionamento dell’acquisto potrebbe rivelarsi lo strumento straordinario per affrontare la situazione. Cornigliano ha degli esuberi temporanei, Mittal vorrebbe renderli strutturali: questo non è possibile».

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