Intervista a Sonia Viale – L’assessora Sonia Viale: “II vuoto dopo la diagnosi. Così i pazienti scappano”

Repubblica Genova di mercoledì 22 novembre 2017

di Bompani Michela

«In Liguria, è vero, c’è attualmente un vuoto dopo la diagnosi. In questo vuoto, i pazienti “fuggono” in altre regioni»: l’assessora regionale alla Sanità, Sonia Viale, punta il compasso sul fulcro della sua azione per contrastare la dispersione di pazienti dalla sanità pubblica regionale. E mette in chiaro: «Nel breve periodo siamo efficienti: per la richiesta di prestazioni urgenti rispondiamo a tutte le richieste». La denuncia del Pd analizza i dati pubblicati sul portale web della Regione – Liguria informa salute – che fotografa un’importante emorragia di pazienti. La situazione nei diversi territori ha sue specificità, come denuncia il Pd regionale: a Spezia, l’autostrada collega, in venti minuti, i pazienti al nuovo ospedale Noa, a Massa. E per i pazienti pediatrici la calamita dell’ospedale Meyer di Firenze sta diventando sempre più forte. Nel savonese, a Pietra Ligure il Santa Corona «ha tagliato 2000 interventi l’anno, per risparmiare, e questo significa fughe», così riassume il consigliere Pd Luigi De Vincenzi. Assessora Sonia Viale, perché la Liguria continua a perdere pazienti, soprattutto per esami a medio-lungo termine? «Stiamo cambiando le cose, e la chiave di volta è la creazione dei dipartimenti interaziendali, tra le Asl, ne abbiamo già realizzati cinque, a cominciare da quello più necessario, delle chirurgie d’urgenza. Abbiamo dati molto disomogenei rispetto alle richieste di prestazioni, questi dipartimenti ci aiuteranno a capire perché e a porvi rimedio». Significa che a seconda dell’area, in Liguria, ci sono richieste di assistenza diverse? «Sì, e questo non parrebbe, a un primo sguardo, essere giustificabile: la popolazione della Intervista L4) L’assessora Sonia Viale “Il vuoto dopo la diagnosi Così i pazienti scappano 11 Liguria è abbastanza omogenea. Dovrebbe produrre richieste omogenee. Stiamo studiando i territori per capire perché in alcune aree ci siano richieste massive per una prestazione specifica, che dunque non riesce ad essere soddisfatta. Valutiamo l’appropriatezza della prescrizione medica e anche la capacità della nostra offerta». Come risolverà il problema delle fughe? «Innanzitutto rispondendo La vicepresidente della giunta regionale e assessora alla Salute Sonia Viale analizza i dati sulle prestazioni erogate dalle Aziende sanitarie liguri e commenta: “Il centrosinistra ha governato dieci anni e non ha risolto il oproblema. Perché dovrei riuscirci i due anni e mezzo?” specificamente alle richieste dei territori, poi accorciando quel gap ancora troppo lungo, che arriva fino a dieci giorni, tra la diagnosi e l’offerta del percorso di cura al paziente. In quei dieci giorni, il paziente si rivolge altrove». Questi pazienti “in fuga”, dice il Pd, saranno foraggio fresco per le strutture sanitarie private: è la sua politica? «II Pd non parli di sanità privata: quando sono arrivata c’era il privato-privato in Liguria. Noi invece vogliamo introdurre il privato convenzionato che dal pubblico sarà controllato, selezionato e certificato». Dopo due anni e mezzo di governo, non si poteva fare di più? «II centrosinistra ha governato dieci anni e non ha risolto il problema, perché dovrei riuscirci in due anni e mezzo? Comunque, ci riusciremo».

 

 

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