Intervista a Sonia Viale – “L’impugnazione fu un atto politico del Governo di centrosinistra”

Repubblica Genova di martedì 17 luglio 2018

di Bompani Michela

«Impugnare la legge della Liguria fu un atto politico, adesso la Lega farà una legge nazionale o la Regione Liguria un nuovo testo regionale». La vicepresidente della Regione e assessora regionale alla Sanità e alla Sicurezza, Sonia Viale, spiega come la “legge sulla legittima difesa” torni alla ribalta del calendario legislativo ligure, dopo che la Consulta l’aveva messa fuori gioco. Vicepresidente Viale, perché la legge sulla legittima difesa fu bocciata come anticostituzionale? «A impugnare la legge fu il governo di centrosinistra e fu per puro atto politico. Io non mi permetto di fare rilievi alla Consulta, che l’ha poi dichiarata incostituzionale. Ma al governo che la impugnò, solo per presa di posizione politica, sì». Perché fu un atto politico? La Consulta però ne riconobbe l’incostituzionalità. «Perché non c’è altra spiegazione. Il testo che preparammo in Liguria venne scritto seguendo pedissequamente quello in vigore in Lombardia, approvato dalla Regione, e non impugnato da nessuno, tantomeno dichiarato incostituzionale dalla Consulta. Allora i casi sono due: o anche la legge lombarda è incostituzionale, ma nessuno lo ha rilevato, oppure sulla norma ligure arrivò la tagliola politica di quel governo». E adesso: farete un’altra legge sulla legittima difesa? «Siccome è stata annunciata la presentazione in Parlamento di Sonia Viale “L’impugnazione fu un atto politico del Governo di centrosinistra” una riforma sulla legittima difesa, serietà vuole che aspettiamo il testo e aspettiamo di capire se prevede un coinvolgimento delle Regioni». E la Liguria? «Certamente, è nostra intenzione presentare un nuovo testo in Liguria. Lo riteniamo importante, per tutelare chi viene denunciato per eccesso di legittima difesa, e invece sta solo cercando di difendere la propria casa, i propri cari, o la propria particolare e pericolosa attività, come nel caso degli orefici. Siamo consapevoli che se viene modificato l’impianto normativo nazionale della legittima difesa, potrebbe anche venire meno necessità di una legge regionale. L’importante è che venga messo a fuoco quel nodo centrale». Quale? «Non bisogna colpire chi si difende a casa propria e magari reagisce d’impulso a causa dello spavento o del disagio emotivo causato dai malviventi che si introducono nelle case. È chi viola la proprietà privata che deve dimostrare la propria innocenza, non chi difende casa propria». Questa legge non aumenterà la diffusione di armi in casa del liguri? «No di certo. Chi difende i propri familiari non è certo incentivato a possedere armi. Ma va chiarito che il presunto autore di reato non pub essere chi tutela la sua casa, la sua famiglia o il suo lavoro». –

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