Intervista a Sonia Viale – Sanità a km 0

Genova Impresa di mercoledì 1 novembre 2017

di Porta Piera

di Piera Ponta L’assistenza e la cura sul territorio “vicino” ai cittadini sono tra gli obiettivi del nuovo Piano sociosanitario della Regione Liguria.

S J _ kfri “II nuovo Piano sociosanitario mira a garantire a tutti i cittadini le stesse opportunità di cura” “Questa Giunta si è posta l’ambizioso obiettivo di azzerare il disavanzo in sanità” “II Piano prevede una forte sinergia con i centri di eccellenza tecnologica e scientifica presenti sul territorio: IIT, Università, Gaslini, San Martino, Galliera” Sonia Viale Lo scorso 5 dicembre Sonia Viale, Vice Presidente della Regione Liguria e Assessore a Sanità, Politiche socio sanitarie e Terzo Settore, Sicurezza, Immigrazione ed Emigrazione, ha ottenuto il via libera del Consiglio regionale al Piano sociosanitario 2017-2019. Un Piano che punta all’efficientamento e che si propone l’azzeramento del disavanzo e il raggiungimento del pareggio di bilancio entro il 2020 (senza chiudere ospedali, anzi, riaprendo numerosi pronto soccorso), che passa dalla visione “ospedalocentrica” del vecchio Piano a una effettiva integrazione ospedale-territorio e che mette al centro la persona e non la malattia. Queste le tappe principali che hanno preceduto l’approvazione del Piano sociosanitario: la presentazione del Libro Bianco sul sistema sanitario ligure nel febbraio del 2016, la legge sulla governance di sistema (Legge 29 luglio 2016 N. 17), che mantiene le cinque Asl e istituisce Alisa, quella sull’integrazione ospedale-territorio (Legge 18 novembre 2016 N. 27), che introduce la figura del direttore *** sociosanitario e i Dipartimenti Interaziendali Regionali, e infine la legge sul sistema di accreditamento e autorizzazione (Legge 11 maggio 2017 N. 9), per armonizzare le regole per la concessione di accreditamenti e autorizzazioni sul territorio.

Assessore, negli scorsi giorni il Consiglio regionale ha approvato il Piano sociosanitario 2017-2019, il cui percorso è cominciato poco più di un anno e mezzo fa, con gli Stati Generali della Sanità e la pubblicazione del Libro Bianco sul sistema sanitario ligure. Quali sono i principali temi oggetto del confronto con gli stakeholder e che poi hanno trovato una sintesi nel Piano? Questo Piano, cosl come il Libro Bianco, ha avuto ampie interlocuzione con i principali attori del Sistema Sanitario Ligure e i temi principali che sono stati affrontati sono quelli relativi alla garanzia offerta al cittadino, all’equità dell’accesso alle prestazioni sociosanitarie, percorsi uniformi – con la mission del “km 0” – nelle varie fasi della vita oltre ad assicurare a tutti le stesse opportunità – e in Liguria credo fermamente che la qualità sia elevata anche grazie ai nostri professionisti – di far fronte ai propri bisogni con l’effettiva e concreta presa in carico sul territorio “vicino” ai cittadini.

L’autonomia delle Regioni in materia di sanità ha determinato l’adozione di modelli organizzativi differenti nell’erogazione delle prestazioni sanitarie, con punti di forza e punti di debolezza in parte intrinsechi a popolazione e territorio, in parte risultato di politiche più o meno efficaci. Quali sono, a suo parere, le sfide e le opportunità che la Regione Liguria deve cogliere per competere con successo in questa “arena” competitiva che vede primeggiare lombardi e toscani? Credo che la nostra Regione abbia intrapreso un percorso unico nel suo genere: il “modello ligure”, che ho voluto ad hoc per questa Regione, unica per conformazione geografica e popolazione, non copia di altri sistemi. Si basa in primis su una governance centrale per migliorare qualità, efficienza, efficacia dell’intero sistema sociosanitario ligure garantendo l’accesso equo ai servizi a tutti i cittadini. Abbiamo già colto quella che io ritengo una sfida, owero il processo di “condivisione responsabile” con gli stakeholders, che ha contraddistinto il percorso di riforma sin dall’inizio. Un nostro punto di forza è la cooperazione e una messa in rete dell’offerta di tutto il Sistema Sociosanitario Regionale. Questo favorito anche dall’istituzione dei Dipartimenti Interaziendali Regionali (DIAR) preposti al coordinamento sia delle attività prettamente amministrative che delle specifiche attività sanitarie con il coinvolgimento diretto dei professionisti del SSR. I DIAR definiscono precisi obiettivi e le modalità più efficaci, efficienti e appropriate per corrispondere ai bisogni “veri” dei cittadini. Questa Giunta si è posta l’ambizioso obiettivo di azzerare il disavanzo in sanità: i DIAR potranno concorrere al raggiungimento di ciò, permettendo una regia di sistema per ottimizzare l’allocazione dei servizi e un migliore impiego delle risorse finanziarie, evitando gli sprechi.

L’invecchiamento della popolazione rappresenta attualmente una sfida importante per il futuro dell’Europa, tanto che la Commissione Europea ha definito una precisa strategia per lo sviluppo della cosiddetta Silver Economy. Che ruolo può giocare, in questo contesto, l’offerta sanitaria ligure, potendo contare anche sulla presenza di centri di eccellenza internazionali nel campo della ricerca scientifica e tecnologica? La Liguria, come già evidenziato prima, rappresenta un unicum nel panorama nazionale e internazionale per quel che riguarda la demografia della nostra popolazione: “c’è più saggezza in Liguria che nel resto del mondo”. È chiaro che in questo contesto, che può rappresentare sotto il punto di vista demografico ciò che sarà l’Italia tra 20 anni, il sostegno alle fragilità che l’invecchiamento comporta è fondamentale; per questo il Piano Sociosanitario prevede una forte sinergia con i riconosciuti centri di eccellenza tecnologica e scientifica presenti sul proprio territorio: IIT, Università di Genova, IRCCS Gaslini, IRCCS San Martino e lo stesso Galliera possono collaborare fattivamente – come già in parte accade oggi – offrendo quel supporto atto a identificare le migliori tecnologie scientifiche che dovranno essere sviluppate per ottimizzare il livello dell’offerta, favorendo una qualità della vita sempre migliore.

REGIONE LIGURIA Il Piano sociosanitario 2017-2019 prevede, tra l’altro, la realizzazione in project financing dell’Ospedale di Ponente agli Erzelli e la privatizzazione di alcuni ospedali liguri: quali sono gli elementi a supporto di questo coinvolgimento di soggetti privati e quali i vantaggi per i cittadini liguri? Nella gestione di tutta l’offerta sociosanitaria ritengo che un coinvolgimento degli erogatori privati – sempre con un rigoroso nonché fondamentale controllo pubblico – che già operano con successo in ambito nazionale, sia uno strumento cardine per raggiungere gli obiettivi di miglioramento del sistema. Tutta la rete di offerta pubblica e privata accreditata deve concorrere a tale efficientemento attraverso un sano e proficuo confronto e la condivisione delle best practice. I percorsi potranno essere cosl qualitativamente più elevati, garantendo lo stato dell’arte e l’appropriatezza dell’offerta sociosanitaria in Liguria. Grande attenzione sarà sempre data ai processi di umanizzazione e di accoglienza dei cittadini e questo processo concorrerà alla costruzione di un’offerta in grado di soddisfare i bisogni dei nostri cittadini.• ***

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