Intervista a Sonia Viale – Viale sui disabili: “Più assistenza senza sprechi” – Disabili, la Viale difende il piano: “Assistenza di qualità con meno sprechi”

Intervista a Sonia Viale – Viale sui disabili: “Più assistenza senza sprechi” – Disabili, la Viale difende il piano: “Assistenza di qualità con meno sprechi”

Repubblica Genova di venerdì 20 ottobre 2017
di Bompani Michela

IL CASO Viale sui disabili “Più assistenza senza sprechi” L’assessora regionale alla Salute replica alle critiche degli operatori che oggi si riuniscono in assemblea MICHELA soIYIPANI NON siamo l’amministrazione che ha messo il cronometro ai disabili», l’assessora regionale alla Sanità, Sonia Viale, difende il Piano sociosanitario. SEGUE A PAGINA VIII Disabili, la Viale difende il piano “Assistenza di qualità con meno sprechi” L’assessora ribatte alle accuse degli operatori che questa sera si riuniscono in assemblea MICHELA BOMPANI NON cronometriamo la disablità, ma vogliamo accertarci, d’ora in poi, che una flebo venga somministrata solo da un infermiere e non, magari, da un Oss, operatore socio sanitario»: l’ assessora regionale alla Sanità, e vicepresidente della Regione, Sonia Viale difende il suo Piano sociosanitario anche sull’assistenza alla disabilità. E va incontro alla levata di scudi delle associazioni delle famiglie dei disabili e degli operatori delle Onlus che gestiscono le strutture che oggi si riuniranno in un’assemblea pubblica, in via Ayroli, al teatro von Pauer, contro le nuove norme che, accusano, «mettono il cronometro alle prestazioni, cacciano i disabili che fanno troppe assenze e tagliano fondi alle strutture». Rivendica le azioni del suo Piano, Viale, e invita «Sono a disposizione per incontrare le famiglie e spiegare le ragioni e gli effetti che il piano avrà». Assessora Viale, le famiglie e gli operatori delle strutture per disabili accusano lei e *** l’agenzia Alisa di non averli mai ascoltati prima di redigere il nuovo Piano: perché? «C’è chi ha il coraggio di affermare cose non vere. Li abbiamo incontrati in consiglio regionale. Poi, il 30 agosto, ero ad Alisa per raccogliere tutte le loro osservazioni. Ci hanno inoltrato altre osservazioni, successivamente, che abbiamo recepito. Un passaggio che tenevo a fare, ma: mettiamo in chiaro. Loro sono enti gestori del privato convenzionato, io sono l’istituzione per cui lavorano, firmano un contratto. Capisco le loro preoccupazioni economiche, ma certe richieste non possono trovare la nostra sponda. Noi dobbiamo tutelare prima di tutto i disabili, le loro famiglie, il servizio. Il resto viene dopo». Perché avete messo il cronometro ai servizi? É vero che una prestazione, a seconda dell’operatore che la eroga, impegna minuti diversi? «Il termine “minutaggio”, rispetto ai ruoli degli operatori nelle strutture per disabili, non l’abbiamo inventato noi risale al 2005. In quel “minutaggio” si nascondeva il paravento per l’ intercambiabilità dei ruoli, che vogliamo scongiurare. Mi spiego: un infermiere e un Oss, secondo le regole precedenti, erano intercambiabili. Questa norma accerterà, in tutte le strutture, in tutte le cinque Asl, che gli infermieri svolgano compiti da infermiere. E un Oss non cambierà una flebo. Questo è nell’interesse dei lavoratori e degli utenti». Perché la accusano di “rottamare” i disabili over 65? «Che strano, quando mi sono insediata proprio gli operatori che ora protestano mi avevano pregato di intervenire perché non funzionava nulla. In una persona over 65 il confine tra disabilità e fragilità dovuta all’età può diventare labile: abbiamo istituito una cornmissione, in cui il direttore sanitario e il medico decidono quale sia il livello di non autosufficienza della persona. Se la sua situazione clinica risulta parametrabile a quella di un qualunque anziano non autosufficiente, allora potrà rimanere nella struttura, ma con una classificazione diversa. Non rottamiamo nessuno. Anzi, lo teniamo nella struttura dove ha sempre vissuto. Così però si liberano risorse per poter ampliare la risposta dei servizi alla sempre più ampia domanda». Perché se un disabile è “assente” 40 giorni dalla struttura, viene escluso dal servizio? «Il tetto dei 40 giorni è prassi anche in altre regioni giorni e il tetto delle assenze era già stato introdotto, nel 2013. Allora era fissato a 65 giorni, ma con percentuali di pagamento delle quote giornaliere parametrati in modo diverso, dall’80% al 50%. Noi abbiamo tenuto fisso tutto il periodo al 70%. Ovviamente ci sono deroghe».

L’ASSESSORA Sonia Viale, a fianco disabili, le famiglie contestano il piano sanitario che introduce nuove regola più restrittive per l’assistenza, sotto il Von Pauer, dove si terrà l’assemblea con gli operatori I MIIITLJ n Vogliamo accertarci che le flebo vengano applicate da infermieri IL DIALOGO Non è vero che non abbiamo sentito nessuno per decidere ***

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