Intervista ad Andrea Benveduti – Regioni 4.0 Liguria – Benveduti, assessore all’Innovazione: ci vorrebbe un’Iri 4.0 per rimettere ordine

Milano Finanza di sabato 15 dicembre 2018

di Canevesio Franco

Regioni 4.0 LIGURIA Benveduti, assessore all’Innovazione: ci vorrebbe un’Iri 4.0 per rimettere ordine DI FRANCO CANEVESIO Nei giorni scorsi è volato a Londra, assieme a Marco Bucci, il sindaco di Genova, e Barbara Grosso, assessore comunale al marketing territoriale. Obiettivo: presentare alla City i temi della portualità, dei traffici marittimi e delle attività finanziarie connesse. Nell’agenda organizzata da Maurizio Fazzari, senior partner di Caralline Advisors e director dell’Italian Chamber of Commerce ha incontrato, tra gli altri, i rappresentanti di Mag/Marine Aviation, Maire Technimont/MET TeS e Lockton Companies.

Domanda. Di che cosa avete parlato? Risposta. Ho spiegato alla comunità economica e finanziaria che il nostro è e sarà sempre più un business friendly environment per chiunque voglia investire con noi. Ho incontrato i responsabili di vari fondi, avvocati d’affari che guardano alla Liguria in particolare. D. Che cosa ha proposto? R. Quello che stiamo realizzando per realizzare nuova produttività. D’accordo con l’Autorità portuale, per esempio, nel real estate lanciamo a gennaio un nuovo portale che raggruppa gli immobili a disposizione in Liguria. Un portale aperto a tutti che si chiamerà Opportunity Liguria.

  1. Altre idee portate a Londra? R. L’assicurazione per chi chi vuole investire in Liguria che non dovrà preoccuparsi della burocrazia. Ci penserà l’amministrazione a sveltire le pratiche. Poi stiamo pensando ad agevolazioni fiscali, come l’esenzione da Irap. E vogliamo creare una serie di venture capital fund dedicati a Genova e alla Liguria.
  2. Con quali criteri? R. Fondi di diritto privato gestiti da chi partecipa. Quello che chiediamo, però, è un approccio di finanza paziente, con exit a 7-10 anni, e Irr di mercato, ma non stabiliti al 30%.
  3. Qual è la sua idea di sviluppo economico in Liguria? R. Abbiamo poche risorse. Quindi dobbiamo cercare di fare cassa senza svendere niente a nessuno. Sto cercando di trovare il maggior numero possibile di incentivi alle aziende. Ci vuole una trasfusione di sangue. Soprattutto ho intenzione di usare le nuove tecnologie per portare a casa i fondi.
  4. In che senso? R. Dobbiamo riuscire a utilizzare il digitale per spingere le produzioni artigianali. Con la Camera di commercio abbiamo varato «La bottega digitale», una piattaforma destinata fare da vetrina alle produzioni agroalimentari e artigianali che hanno problemi di sbocco sul mercato. Un esempio è la filigrana di Campomorone.
  5. Come funzione La bottega digitale? R. La Camera di commercio certifica i prodotti destinati al mercato di qualità che finiscono in questo negozio virtuale aperto e poi dobbiamo incentivarne la vendita con il digital web marketing e il digital web sales. Se a questo progetto uniamo la logistica, con un servizio condiviso, il rpogetto diventa un piccolo modello Amazon utile per esportare dalla Liguria all’Italia e all’estero.
  6. Avete già promosso all’estero questo modello? R. In parte, appoggiando l’Italian Christmas fair special edition di Londra, dedicata quest’anno alla Liguria. Vi hanno partecipato una trentina di botteghe storiche e artigianali, come il consorzio della focaccia di Recco, le seterie di Zoagli, la filigrana di Campomorone, le famose cravatte di Finollo, l’ardesia della Fontanabuona.
  7. Un altro driver di crescita e di raccolta fondi? R. Il mondo delle startup.

È necessario rifarsi al ruolo pubblico-privato. Occorrono più capitali per non lasciarsi sfuggire le grandi aziende nate in Liguria. Penso all’Istituto italiano di tecnologia (Iit), prima di tutto, ma penso anche ad aziende private come come la Piaggio Aerei. Sono valori industriali da difendere. Forse bisognerebbe ricostruire una nuova Iri 4.0 per rimettere ordine nella grande azienda ligure e nazionale.

  1. Dopo la tragedia del ponte Morandi l’economia ligure è alle prese con un’altra ricostruzione, forse la più delicata della sua storia… R. E questa volta non possiamo sbagliare. E nemmeno arrivare in ritardo. L’inizio è buono. Il tavolo di coordinamento economico che abbiamo organizzato subito, dalla metà agosto, è stato tempestivo. Il lavoro tra Comune e Regione sulla viabilità ha dato i suoi frutti. Il completamento del Lotto 10, la nuova uscita autostradale dall’aeroporto di Genova è cosa fatta e sta già aiutando a snellire parecchio il traffico.
  2. C’è una stima dei danni, anche approssimativa? R. È ancora difficile avere dei dati, delle statistiche precise. Il crollo del ponte Morandi ha colpito soprattutto la vita quotidiana, con centinaia di negozi fuori combattimento, e il tessuto economico più elevato, *** come la logistica.
  3. E nella Regione? R. Nella regione si è fatto sentire a macchia di leopardo: le segnalazioni di danni sono giunte anche dall’estremo ponente. Un esempio sono i florovivaisti di Imperia che perdono colpi e fatturato perché non possono più consegnare. Con il ponte è crollata una delle infrastrutture fondamentali per l’Italia che esporta.
  4. Come state affrontando l’emergenza? R. Da metà ottobre abbiamo attivato una linea di finanziamento da 16-17 milioni di euro per chi ha subito dei danni in seguito al crollo del ponte, sulla base di una convenzione tra Ahi e Filse, la finanziaria della Regione Liguria.
  5. A quali condizioni? R. Possono essere distribuiti al massimo 180 mila euro ad azienda al tasso 1,5% con ammortamento massimo a 72 mesi. Sono già stati impegnati più di 7 milioni di euro con richieste che vanno da 20 mila a 180 mila euro.
  6. In base a che cosa si può fare la richiesta? R. Sono finanziamenti per il circolante, cioè per pagare i fornitori e le spese correnti. Ora vorremmo fare lo stesso per chi ha subito danni dalla mareggiata di ottobre, soprattutto per gli stabilimenti balneari. Stiamo preparando un linea di finanziamento da 15 milioni di euro suddivisa in due fasi: la prima per il capitale circolante, l’altra linea per investimenti. ¦ FLASH SULLA CONGIUNTURA 43,5% l’aumento di container nel porto di Savona 9% I il calo delle esportazioni 131% l’aumento dell’export di prodotti farmaceutici, chimico medicinali e botanici I22,9% I l’aumento delle importazioni dagli Stati Uniti 2,2% il calo degli occupati nel secondo trimestre I13,9% I l’aumento dei depositi in conto corrente delle aziende I 39,9% il calo di obbligazioni italiane nel portafoglio delle famiglie 7,2% I il tasso diinteresse a breve alle piccole imprese, meno I di 20 addetti 0,3% il calo delle presenze di stranieri nei primi nove mesi Fonte: Banca d’Italia, novembre 2018. I dati si riferiscono al primo semestre 2018, se non altrimenti specificato Manager e innovatore Andrea Benveduti, assessore allo Sviluppo economico della Regione Liguria, con deleghe a industria e commercio, artigianato, ricerca e innovazione tecnologica, energia, porti e logistica, è al suo primo incarico da pubblico amministratore. Genovese purosangue, 54 anni, sposato, tre figli, fisico massiccio, la stretta di mano cordiale ma poderosa ricorda che è istruttore di krav maga, il combattimento ravvicinato inventato dalle forze speciali israeliane. Manager di lungo corso (ex Deloitte, Gruppo Grendi, Rina, KaVo Italia) attualmente è ad di Axpo Italia, azienda svizzera che produce e vende energia. II contatto con gli svizzeri del tedeschissimo Canton Argovia non lo spaventa, anzi: conosce quattro lingue, si è diplomato al liceo scientifico della scuola Germanica di Genova per poi laurearsi in Economia e commercio. Si scusa per il quarto d’ora di ritardo sull’orario previsto per l’intervista. Molto elvetico, in una Genova in cui i tempi di attesa sono lunghi e perigliosi: cinquant’anni per (ri)fare il teatro Carlo Felice, una tragedia come il Ponte Morandi per mettere mano a infrastrutture di cui si parla dagli anni 70. Del secolo scorso. L’attacco è perentorio. «Abbiamo perso l’industria pubblica senza chiedere nulla in cambio: pensavamo di fare cassa e invece nisba. Vediamo di non rifare lo stesso errore», ha esordito.

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