Intervista ad Andrea Benveduti – «Via l’ambiguità sul militare. L’Oto Melara torni grande»

Secolo XIX La Spezia di domenica 24 giugno 2018

di Cresci Lorenzo

Un interno di Asg Superconductors e l’assessore regionale Andrea Benveduti «LA POLITICA HA FALLITO, ORA SI ABBIA IL CORAGGIO DI INVESTIRE» «Via l’ambiguità sul militare L’Oto Melara torni grande» L’assessore regionale Benveduti e l’economia della città LORENZO CRESCI DA DUE mesi allaguida dell’assessorato allo Sviluppo economico della Regione, ruolo che ha ereditato da Edoardo Rixi, approdato nella squadra del premier Conte, Andrea Benveduti, 55 anni, in questi giorni è stato alla Spezia per visitare Seafuture e la fabbrica dell’Asg Superconductors della famiglia Malacalza, in occasione dell’incontro dell’lter council, coi protagonisti dell’opera che sta realizzando il sogno di produrre energia dalla fusione nucleare. È stata l’occasione per parlare dei temi che oggi segue da politico, dopo una carriera pluridecennale da manager. Assessore, andiamo subito al sodo: è ormai scaduto il tempo delle partecipazioni statali. Ma lei, che arriva dal privato, è convinto che Spezia e la Liguria siano pronte ad affrontare le nuove sfide? «Onestamente, non troppo. lo le nostre città le ho vissute bene e ho visto la morte della partecipazioni statali. Il problema è che quando lo Stato si è disimpegnato la classe politica non ha fatto nulla. Si sono persi solo posti di lavoro e abbandonate le città, cui oggi si legano problemi di infrastrutture, che rendono tutto più difficile». La mette sul politico, così. Però ci sono esempi italiani, penso a Milano, dove le varie giunte, al di là dell’appartenenza, hanno lavorato in continuità… «Beati i lombardi per la loro saggezza. Qui penso che le realtà pubbliche non hanno fatto nulla. Per fortuna, alla Spezia, c’è il porto e gli investimenti della Contship. Però parliamo di privati…» Se è così, potete cambiare? «Ci proviamo. Da manager le confermo che non c’è nulla di buono da salvare rispetto a quanto fatto fin qui». E allora parliamo dei privati. Malacalza e la Asg? «È apprezzabile il coraggio di un imprenditore che ha voglia di mettersi in gioco. Altri preferiscono tenere i soldi nel materasso e adoperarsi nella *** speculazione finanziaria. I soldi, in generale, ci sono, manca spesso il coraggio. Loro lo hanno avuto». Msc, Costa e Royal Caribbean investono, il waterfront e le crociere sono il futuro? «È un settore del turismo i mportante, ma da sole le crociere non bastano. Bisogna offrire una filiera completa, non basta il mordi e fuggi di chi arriva qui con una nave. Bisogna convincere il turista a fermarsi di più, creare in provincia punti di eccellenza agro-alimentari che muova no l’economia». Capitolo Leonardo: che ne pensa della realtà dell’Oto Melara? «Serve innanzitutto chia rezza a livello nazionale e uscire dall’ambiguità sull’industria militare. C’è un’elevata tecnologia da preservare e innovare, se non viene legata a Stati canaglia che di quelle produzioni fanno un uso improprio. L’Oto Melara era all’avanguardia, l’industria militare è ancora un asset». Parlava di infrastrutture. Che dire di fronte a quantoaccade con la variante Aurelia? «Non seguo direttamente la vicenda, ma posso dire che passi falsi simili rendono tutto più complicato. Così restiamo al palo».

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