Italian Coke: presentata interrogazione parlamentare per salvare l’ultima storica azienda della Val Bormida

L’interrogazione presentata dal capogruppo della Lega Nord alla Camera Fedriga è stata mossa grazie alla spinta di Paolo Ardenti Paolo Ardenti, segretario della Lega Nord di Cengio e segretario organizzativo regionale

Il capogruppo della Lega Nord alla Camera Fedriga ha presentato la scorsa settimana su richiesta di Paolo Ardenti Paolo Ardenti, segretario della Lega Nord di Cengio e segretario organizzativo regionale, sulla vicenda Italiana Coke .

Paolo Ardenti, lo ricordiamo, si è già occupato in passato della vicenda ed in genere sulla crisi che anche la zona della Val Bormida ha subito negli anni scorsi.

Recita l’interrogazione “ L’Italiana Coke, ultima storica azienda rimasta nella Val Bormida, in provincia di Savona, è alle prese con una grave crisi di liquidità che coinvolge, tra diretto e indotto, circa un migliaio di lavoratori; il futuro dell’azienda appare molto incerto per la mancanza, a detta della rappresentanza sindacale unitaria, dei presupposti necessari alla rapida risoluzione della crisi, la quale rischia di lasciare senza lavoro oltre 200 dipendenti; in data 18 marzo 2015, l’azienda ha chiesto al tribunale di Genova un piano concordatario in continuità che le permetterebbe di congelare i debiti e di proseguire l’attività, in attesa della risposta delle banche al piano industriale e finanziario presentato dalla famiglia Ascheri, attuale azionista di maggioranza dell’Italiana Coke; le problematiche dell’Italiana Coke potrebbero avere ripercussioni anche su altre attività, comprese quelle terminalistiche, visto che il gruppo Ascheri gestisce in concessione il Terminal Alti Fondali a Savona e il Terminal Rinfuse di Genova, comportando l’eventuale cessione di quote o di spazi a società concorrenti; il calo del traffico di sale e pellet che si è verificato lo scorso inverno non ha avuto, a detta dell’azionista principale, un peso rilevante sulle attività di movimentazione, e questo rende ancora più incomprensibili le ragioni che sono all’origine della crisi di liquidità e delle scelte industriali dell’azienda; l’azienda, che è strategica per l’economia del territorio, non ha mai avuto problemi di liquidità ed anzi, anche negli anni più duri della crisi, è sempre riuscita a sostenere elevati investimenti nello sviluppo, nell’innovazione e nella tutela dell’ambiente; la forte concorrenza nel mercato del coke, in alcuni casi favorita da interventi di tipo statalistico da parte di Paesi competitori, ha sempre fornito all’azienda gli stimoli necessari a migliorare e qualificare la propria attività, spingendola a sostenere anche rilevanti investimenti; indispensabile per la prosecuzione dell’attività dell’Italiana Coke è lo sblocco di un finanziamento di 15 milioni di euro presso il Ministero dello sviluppo economico, il quale necessita del riconoscimento del merito creditizio da parte delle banche; le cause della sofferenza di liquidità dell’Italiana Coke sono state dibattute in diversi incontri, avvenuti davanti al prefetto di Savona, tra le parti interessate; tali incontri non hanno tuttavia prodotto fino ad ora risultati apprezzabili in termini di tutela della produzione e dei lavoratori;per l’Italiana Coke, senza interventi immediati, si aprirebbe la strada del fallimento che coinvolgerebbe circa 227 unità lavorative dirette e altrettante nell’indotto, rischiando di lasciare oltre 400 famiglie senza stipendi –: se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa e quali immediate iniziative intenda adottare affinché venga garantita all’Italiana Coke la liquidità necessaria ad assicurare la continuità della produzione e la tutela occupazionale dei lavoratori.”

Un problema particolarmente sentito sul quale si attendono risposte da parte del Governo

Tratto da Savona News.it 14-04-15

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