La battaglia portuale per decidere già ora il futuro della città, Rixi chiede rispetto per le scelte della Regione sul porto

La battaglia portuale per decidere già ora il futuro della città

Dubbi lRia sfida dei circoli sportivi e il Nautico a rischio
Concessioni Blue print piano regolatore: lo sprint di Merlo per lasciare tutto fatto al suo successore. È una battaglia navale, anzi una battaglia portuale. Le ultime settimane di Luigi Merlo al timone di Palazzo San Giorgio sono tutt’altro che un’ordinaria amministrazione di chi ha ritirato le dimissioni a seguito di plurime, reiterate e bipartisan preghiere arrivate dal mondo politico. Il porto di Genova sta decidendo il proprio futuro e il presidente lo sta impostando in modo da non lasciare margine di manovra al proprio successore. Improvvisamente tutti i cantieri, i terminalisti, le società che lavorano grazie a concessioni in scadenza tra cinque anni, hanno presentato istanza di rinnovo,per ipotecare le banchine per molti altri decenni e le pratiche, dopo aver sollecitato il ministero, sono partite. Poi c’è la sfida del Blue Print, il progetto di Renzo Piano, che vuole restituire acqua alla città e dare più «terra» possibile alle attività industriali del porto.  Un progetto che si scontra con altri interessi e che scatena polemiche. Perché per avere tutto il waterfront fatto di gru, banchine, cantieri e capannoni, significa anche sloggiare le società sportive come Yacht Club, Elpis, Rowing Club, Lega Navale e Unione dilettanti Pesca, per trasferirle altrove. Ma significa anche togliere il futuro al Salone Nautico, visto che nell’idea di Renzo Piano anche la Darsena non sarà data in concessione alla Fiera o alla Saloni Nautici per organizzare eventi e rassegne. E già il mercato dell’usato del 2016 resterebbe un sogno. Su quest’area in particolare adesso è scontro. Il comitato delle società sportive ha presentato un ricorso al Tar. E Luigi Merlo lo accusa di voler affondare il futuro di Genova di voler «impedire la realizzazione del Blue Print e il rilancio del lavoro portuale e delle riparazioni navali». Un atteggiamento «di totale chiusura e arroganza», definisce Merlo questa mossa, contro la quale chiama a raccoltale forze del bene dell’intera città: «Le istituzioni, le forze economiche e sindacali e l’intera città devono ora prendere posizione e scegliere se stare dalla parte di chi difende il lavoro, l’economia e la storia di questa città che si vuole aprire a nuovi spazi di fruibilità per tutti o se stare dalla parte di chi al contrario difende interessi particolari e anacronistici e inspiegabili rendite di potere». Come se il Blue Print fosse qualcosa di immodificabile lungo tutta la sua estensione.  Il Comitato ovviamente porta avanti la propria linea, forte della legge 221-2012 che recepisce una normativa europea e «stabilisce l’automatico rinnovo per ulteriori 5 anni delle concessioni demaniali purché finalizzate allo scopo turistico o sportivo», anche se queste sono gestite dall’Autorità Portuale. Come d’altra parte sarebbe un grave danno economico per la città la perdita del Salone Nautico, il comitato ricorda a Merlo che «il tombamento del porticciolo metterebbe a rischio il futuro occupazionale delle circa 300 persone impiegate dai cinque circoli».  Una sfida in piena regola, che soprattutto in questo momento viene condotta da chi sa già di non essere più a capo del porto. Luigi Merlo, dopo la vittoria di Giovanni Toti, ha già avuto diversi scontri con la nuova amministrazione regionale e in particolare con l’assessore Edoardo Rixi. Ha minacciato più volte di lasciare, ma nel frattempo ha continuato a guidare il porto portando avanti pratiche e decisioni che condizioneranno i decenni avvenire. È collegato a filo diretto con il ministro Graziano Delrio che sul porto, sia a livello di governance sia a livello di riforma, è su una linea contrapposta a quella della Regione Liguria. Non a caso lo stesso Del Rio non sembra più avere fretta di nominare un commissario nè tantomeno un nuovo presidente per Genova. Il futuro si sta scrivendo adesso. Ecco perché la battaglia portuale è accesissima e restare fuori in questo momento può significare perderla irrimediabilmente contro chi la sta già giocando.

Tratto da IlGiornale20-10-15’

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: