La Liguria partecipa al bando per il DTT e Ferrania è in pole position con La Spezia

Ancora di domenica 4 febbraio 2018

di P. D. P.

Sperimentazione sulla fusione nucleare La Liguria partecipa al bando per il DTT e Ferrania è in pole position con La Spezia Cairo M.tte. È stata ufficializzata il 26 gennaio scorso, con l’approvazione della delibera in giunta regionale, la partecipazione della Regione Liguria al bando dell’EneaAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile per ospitare il centro di ricerca per la realizzazione dell’esperimento DTT (Divertor Tokamak Test). Il Divertor Tokamak Test è il reattore sperimentale italiano per la fusione nucleare che sviluppa energia pulita e rinnovabile. Si tratta di un esperimento innovativo, ideato da Enea in collaborazione con i principali enti di ricerca italiani (Cnr e Infn) e università, e che rientra in EUROfusion, il consorzio europeo che coordina le ricerche sulla fusione nucleare per conto della Commissione Europea. Si tratta ora di individuare il sito idoneo per questa attività di ricerca che, peraltro, prevede importanti opportunità occupazionali: «Pensiamo — spiega l’assessore allo Sviluppo economico Edoardo Rixi — che la Liguria abbia tutte le carte in regala per diventare sede di questo progetto di ricerca che porterebbe 1600 nuovi posti di lavoro, di cui 500 diretti, un’eccellenza a livello internazionale e ricadute stimate intorno ai 2 miliardi di euro». «Da una prima ricognizione sul territorio, – continua Rixi – abbiamo già individuato siti in Liguria con le caratteristiche richieste nel bando, sia per dimensioni delle aree disponibili sia per la dotazione infrastrutturale sia per requisiti ambientali”. Due i siti indicati come possibile sede del progetto: le aree ex Ferrania in Val Bormida e le aree ex Enel alla, Spezia».

Si tratta di un progetto europeo per creare una centrale a fusione nel sud della Francia del valore complessivo di 20 miliardi di euro. Questo significherebbe non soltanto la possibilità di partecipare ad un megaprogetto europeo ma di entrare a far parte del futuro energetico del continente: «C ‘è inoltre da considerare — dice ancora Rixi — che in Liguria abbiamo delle aziende che sono fornitrici di tecnologie per questo tipo di impianto». Non è tuttavia scontato che debba essere Ferrania il sito predestinato a questa avveniristica sperimentazione. Bisogna vedersela intanto con la Spezia e poi con le altre regioni che hanno partecipato al bando come il Veneto, il Piemonte, la Toscana e l’Emilia, il Lazio, e la Puglia. Da non sottovalutare, inoltre, l’aspetto economico. La Liguria parteciperà con 25 milioni di euro ma le altre regioni potrebbero rispondere con un più sostanzioso impegno finanziario. Su questa allettante opportunità si era pronunciato, tempo fa, anche Paolo Forzano, ingegnere nucleare in pensione, animatore del Comitato Casello Albamare, che aveva inviato una lettera aperta ai sindaci in cui si affermava tra l’altro: «È indubbio che lo stato di crisi industriale complessa dell’area savonese, oltre ad affermare purtroppo una situazione negativa, pone però anche delle prospettive: affrontare il futuro con una nuova chiave di lettura. Un piano di sviluppo futuro per aziende ad alta tecnologia, legate alla ricerca, alla università, in grado di creare nuove attività di lavoro. Sarebbe il caso del progetto di realizzare un laboratorio sperimentale per la fusione nucleare sul territorio ligure». Con questa iniziativa, insieme ad altre istituzioni di ricerca e alle università, sarà possibile consolidare il ruolo dell’Italia in un campo strategico quale è la fusione, allo scopo di produrre energia in modo sostenibile potendo così affrontare più serenamente i cambiamenti climatici. E, per la Valbormida, sarebbe un’occasione da non perdere anche se il raggiungere questo risultato non è propriamente una passeggiata. PDP ***

 

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