La Liguria si candida a diventare la California italiana

Sole 24 Ore – Eventi di lunedì 20 marzo 2017

• SVII.0 PP() / L’economia della regione trova un nuovo equilibrio tra imprese innovative e turismo, non solo balneare, ma anche legato alle ricchezze del territorio La Liguria si candida a diventare la California italiana Il piano dell’internazionalizzazione punta anche ad attrarre nuovi investitori esteri; in crescita nel 2016 l’export, tra le migliori in Italia Record del turismo nel 2016 con 15 milioni di presente. Boom delle esportazioni: 8,7% nel 2016 Nel 2016 la Liguria ha raggiunto il record storico di 15 milioni di presenze turistiche. Non accadeva da 15 anni. Un dato che proietta la regione tra le mete italiane preferite a livello internazionale. L’economia della Liguria sta trovando una nuova identità nel rinnovato equilibrio tra industria a elevato grado di innovazione e turismo, attraverso un rilancio del territorio che vada oltre il turismo balneare per allargarsi alle risorse naturalistiche ed enogastronomiche, anche dell’entroterra, fruibili in tutte le stagioni dell’anno. Accanto alla vocazione turistica, la Liguria conserva una forte tradizione portuale: i tre scali commerciali rappresentano la prima industria del territorio e danno lavoro a circa 37 mila persone, tra occupati diretti e indotto. “Siamo la prima regione – spiega l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Edoardo Rixi – per incidenza sull’export dell’attività legata ai porti: ci sono ancora molti margini di miglioramento e vogliamo sfruttare al meglio le potenzialità delle professioni legate al mare promuovendo azioni di sviluppo dei collegamenti internazionali, eliminando rigidità e inefficienze, facendo una più incisiva concorrenza agli scali del Nord Europa che attualmente drenano ancora molti traffici naturali alla Liguria” La Liguria ha registrato, nei primi 9 mesi del 2016, dati Unioncamere Liguria su fonte Istat, una crescita dell’export dell’8,5%, un tasso tra i più alti a livello nazionale, passando da 4.983 a 5.408 milioni di euro, di cui 3.005 milioni destinati a paesi Extra-Uel, ovvero il 55,6% del totale, in aumento del 9,7% rispetto allo stesso periodo del 2015, mentre verso l’area comunitaria l’export è cresciuto del 7,1%. II settore che ha maggiormente determinato questa crescita è quello manifatturiero, i cui prodotti rappresentano oltre il 90% dell’export regionale e, nel periodo esaminato, sono cresciuti del 10,2%. “Il tessuto economico regionale – commenta l’assessore Rixi – conserva una propria identità manifatturiera oggi rivolta all’innovazione e alla ricerca. Grazie anche alla presenza a Genova dell’Iit, l’Istituto italiano di tecnologia, vogliamo dare un forte impulso alla nascita di imprese da brevetti innovativi. In tal senso, abbiamo di recente varato la riforma dei poli di ricerca e innovazione, ridotti da 8 a 5, ma con più definite vocazioni ll polio di Genova e identità. Cobiettivo della Regione Liguria è garantire una strategia e una visione unitaria, una pianificazione efficace alle azioni rivolte al trasferimento tecnologico, per rendere maggiormente competitiva la regione e le imprese nell’ambito dell’alta tecnologia nelle tre ‘smart specialization’ delle tecnologie del mare, scienza della vita e sicurezza del territorio. Vogliamo sviluppare le potenzialità dei poli di ricerca liguri promuovendoli all’estero, supportandoli nella partecipazione attiva ai cluster nazionali, alle piattaforme europee e nell’accesso ai progetti di ricerca e sviluppo dei fondi Por Fesr 2014-2020”. Dal 2001 al 2014, in Liguria si è registrato un aumento del 41% nel numero degli occupati del settore hi-tech e dell’81% del fatturato delle imprese del comparto. Oggi, sono 450 le aziende hi-tech in Liguria per un totale di 16 mila addetti.

Industrie innovative possono contare su un sostegno concreto e una pianificazione efficace *** Edoardo Rixi, assessore regionale allo Sviluppo Economico ***

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