L’asse del Nord Europa e il ritorno del Ge.Mi.To ecco la sfida della macroregione – il commento del Segretario Nazionale Sonia Viale

Commento del Segretario Nazionale Sonia Viale:

Siccome la sinistra non ha idee, prova a rubarle agli altri. Dopo il federalismo, (vi ricordate “la Lega costola della sinistra”?) ci prova con la Macroregione. La Macroregione è una necessitá e si fará per il bene dei liguri . Ma il merito è e deve essere della grande forza rivoluzionaria della Lega.”

Tratto dalla Repubblica ed Genova del 16-05-13

“Genova ha bisogno di un nuovo piano, nitido, che guardi solo al futuro. Partendo dalle certezze che ha e che non sono poche. Il porto, innanzitutto. Poi l’industria avanzata, quella che non spargerà — probabilmente – mai più fumi da produzione, ma solo alta tecnologia. Infine il supporto ai servizi. La crisi ha probabilmente già raso al suolo l’industria pesante. Una amara presa d’atto. E da qui si dovrà ricominciare. Come già si fece in passato. ti pensare illuminato di imprenditori e mondo finanziario, insieme alle necessità stringenti di ripartire dell’immediato dopoguerra, aveva costruito — per il coincidere di interessi comuni—quello che andava sotto il nome di triangolo industriale Milano Torino Genova, Oggi siamo in una situazione analoga: non ci sono macerie da rimuovere, mai danni <pratici» che la crisi economica si è lasciata alle spalle non sono così dissimili, E bene fanno Burlando e Merlo a guardare al nord ovest d’Italia. Il dopoguerra finanziario odierno è fitto di disoccupazione, debiti, aziende chiuse o che chiudono, un sistema di scambi commerciali da reinventare. Quindi il ritrovare terreno comune dove far rinascere un nuovo sistema è un obbligo che passa da accordi anche e soprattutto di territorio, Un’alleanza economica e istituzionale tra i comprensori di Milano e Genova sarebbe solo una questione di volontà. I risultati che furono si leggono in fretta, su una nota di Bruno Ermolli per la Camera di Commercio di Milano. Negli anni ‘50 nel triangolo geografico economico italiano si polarizzò il 40% della crescita del reddito ha interno. Lo scenario ad oggi tra Torino, Milano e Genova è costituito da centri importanti, sviluppati, industrializzati, economicamente forti, ma abbastanza tenni ha una sorta di stagnazione. La macro regione presenta sistemi economici maturi, con aree di complementarietà e di sovrapposizione tali da far ritenere che non allearsi significherebbe rinunciare a creare 2,5 milioni di posti di lavoro in 30 anni. Lo studio si conclude con uno sguardo a soli dieci anni fa. Nel 2003, il livello complessivo di occupati nell’area era sceso al l5%del totale nazionale (l0,l% a Milano; 4,9% a Torino) contro il 19,1% del 1971. Aggiungendo i 3 punti di Genova (ora prossimi ai 2) i conti si fanno in fretta, E stringendo l’asse l’idea «Milano genova» non si fermna a discorsi accademici. Le due camere di commercio sono già andate oltre, stilando accordi comuni che interessano scenari sui quali Genova, anche da sola, si sta già muovendo. Le due Camere guardano al sud, a quel super hub che potrebbero essere i paesi della sponda sud del Mediterraneo, il nord Africa. Questi costituiscono un mercato da servire di 310 milioni di persone nei prossimi 20 anni, con un più in crescita tra il 3 e 5%. L’obiettivo è quello di promuovere l’integrazione hai rispettivi sistemi territoriali. Parliamo di un’area dove, nel 2009, i flussi commerciali tra l’Italia e i paesi della sponda sud hanno raggiunto il valore ufficiale di oltre 83 miliardi, pari al 30,1% dell’export complessivo nazionale, dato sostanzialmente invariato nonostante la guerra in  Libia,. Si punta a costruire una rete di alleanze e collaborazioni che consentano di inserirsi al meglio, con i propri punti forza, nel sistema delle relazioni mediterranee. I sistemi di intervento? Dalle costruzioni all’urbanistica ai trasporti, passando per energia e hi tech Quindi unione di territori? Milano e Genova, grazie anche al terzo valico, che si spera continui ad andare avanti, saranno vicinissime.”

 

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