Liguria, per le imprese è corsa al click day

Conquiste del Lavoro di martedì 4 aprile 2017

Liguria, per le imprese è corsa al click day. Il fatto: oggi le domande. In ballo ci sono 80 milioni di euro. Tra gli obiettivi prioritari il sostegno all’occupazione

di Frambati Dino

Liguria, per le imprese è corsa al click day. Il fatto: oggi le domande. In ballo ci sono 80 milioni di euro. Tra gli obiettivi prioritari il sostegno all’occupazione Frambati a pagina 6 Il fatto. Oggi le domande. In ballo 80 milioni. Occupazione tra le priorità Liguria., perle imprese è corsa al click day Genova (nostro servizio) – II giorno fatidico è oggi: il cosiddetto “click day”, quando si potrà accedere agli 80 milioni di euro destinati alle imprese purché queste effettuino assunzioni ed abbiano sede presso quelle aree di crisi industriale riconosciute “non complesse” dal ministero per lo Sviluppo Economico. L’iniziativa è nazionale ma a Genova ed in Liguria appare particolarmente interessante ed attesa, in quanto la situazione economica dell’area sta patendo un momento forse più problematico e difficile di altre zone italiane, pure se anche queste sono in profonda crisi. I finanziamenti sono gestiti da Invita-lia e ad informare il mondo del lavoro dell’opportunità è stato l’assessore regionale allo Sviluppo economico Edoardo Rixi. “Con il click day— ha dichiarato l’esponente leghista della Giunta Toti – sarà fondamentale la tempestività del caricamento delle domande da parte delle imprese”. A poter accedere all’iniziativa sono sia nuove unità produttive come ampliamenti finalizzati alla produzione di beni e servizi o dedite alla tutela ambientale. Ma sono compresi nella possibilità di accesso coloro i quali fanno innovazione e organizzazione. C’è un “binario” attraverso il quale devono passare i programmi accettabili: un minimo di 1,5 milioni di euro con previsione di incremento occupazionale che si deve però realizzare entro un anno dal termine degli investimenti. Molte le tipologie di attività ammesse: manifatturiere, energetiche, servizi alle imprese, estrattive di minerali e turistiche. Per quanto riguarda la Provincia di Genova le aree in stato di crisi sono quelle portuali e molte del Ponente. Parte della Val Polcevera, zona a Nord Ovest del capoluogo ligure, quindi Cornigliano, Erzelli, entroterra di Voltri, tutte sul litorale di Ponente. Non mancano tuttavia sofferenze pure nel Levante, storicamente meno colpito da crisi ma ora in sofferenza anch’esso. L’entroterra di Chiavari, Casarza ligure, Castiglione Chiavarese, Lavagna, la stessa città di Chiavari, la Val Fontanabuona e la Val d’Aveto. Zino e c’è lo stesso capoluogo provinciale, oltre ad Arcola, Bolano, Santo Stefano Magra e Follo. Per Imperia critiche sono le valli Prino, Arroscia e Impero con i Comuni di Borgomaro, Caravonica, Chiusanico, Chiusavecchia, Dolcedo, Pieve di Teco, Ponte-dassio, Pornassio, Prelà, Rezzo e Vessa I ico. In questo mesto elenco manca Savona, in quanto in quella parte di Liguria va ancora peggio, essendo riconosciuta di crisi complessa. In grande affanno ci sono infatti aziende da anni segnate dalle sofferenze sociali quali Piaggio Aero, Tirreno Power, Bombardier e la stessa Ferrania, azienda protagonista di un travaglio forse unico in Italia per durata e pesantezza della crisi. In totale la zona conta quasi 6mila posti a rischio. “Per quanto riguarda il genovesato — afferma il segreta *** rio generale Cisl Genova, Luca Maestripieri — l’augurio è che si siano effettivamente rapide possibilità di investimento, stante una situazione di grande difficoltà ed essendo Genova un po’ il perno della Regione. In particolare occorre ricordare come da tempo si stiano attendendo interventi efficaci e mirati soprattutto a garantire l’occupazione, da anni in sofferenza ed in diminuzione, con chiusura di aziende e criticità sociali notevoli”.

Dino Frambati ***

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