Lo «Sprar», il Sistema di protezione dei migranti spacca in due la maggioranza del Comune di Recco

Nuovo Levante di venerdì 17 marzo 2017
di Capurro Matteo

IL CASO Sul delicato argomento si registrano differenti opinioni di personaggi di spicco del contesto politico cittadino Lo «Spray», il Sistema di protezione dei migranti spacca in due la maggioranza del Comune di Recco RECCO icpm) La nascita di uno Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) comprensoriale nel Golfo Paradiso, avvenuta giovedì 9 marzo, spacca la maggioranza che sostiene l’amministrazione comunale. Da tempo su tale argomento si registrano differenti opinioni di personaggi di spicco del contesto politico cittadino. Già un mese fa il consigliere comunale Franco Senarega esprimeva la sua contrarietà verso il progetto dello Sprar: «Dare accoglienza a 117 migranti nel territorio del Golfo Paradiso comporta un costo per lo Stato di circa un milione e cinquecentomila euro all’anno – spiegava l’esponente della Lega Nord -. Nel frattempo cittadini italiani in difficoltà non trovano adeguata assistenza per mancanza di risorse». Nello stesso periodo si fece largo un punto di vista differente dal precedente: «E arrivato il momento di riscoprire la nostra umanità, sto dalla parte di chi pensa che soccorrere sia il dovere di ogni essere umano, che a un bambino in poericolo si possano solo aprire le braccia, che una donna che sta partorendo vada accolta e aiutata» affermò il vicesindaco Gian Luca Buccilli elencando poi i punti di forza di un piano Sprar. La posizione assunta dal Comune di Recco, che ribadisce il suo no all’accoglienza di migranti sul territorio cittadino rimanendo, però, all’interno del progetto dello Sprar comprensoriale del Golfo Paradiso, fa storcere il naso all’assessore Carlo Gandolfo: «La decisione di aderire allo Sprar sembra essere il preludio a un’apertura verso l’accoglienza di nuovi immigrati sul territorio comunale di Recco – dice l’esponente del gruppo consiliare Prima Recco” -. Anche se il sindaco ha espresso, infatti, l’indisponibilità di strutture rivolte all’accoglienza, l’adesione allo Sprar non può che esporre il Comune di Recco al rischio di dover accogliere presunti profughi, qualora i posti messi a disposizione dai Comuni di Sori, Pieve, Boiasco e Uscio non dovessero bastare». «Con il sistema Sprar il Comune ha la possibilità di decidere quanti migranti ospitare e dove collocarli: può, inoltre, impiegarli in lavori di pubblica utilità. Le spese sostenute sono a carico dello Stato – replica il sindaco Dario Ca urro -. I Comuni che non aderiscono allo Sprar diventano possibili sedi di un Centro di accoglienza straordinaria, il quale dipende direttamente dalla Prefettura che ha il potere di decidere autonomamente dove collocarlo, da chi e come farlo gestire, quanti migranti in esso ospitare. Al Comune di Recco è stata attribuita una quota di circa 40 migranti su un totale di 117 assegnati complessivamente ai comuni del Golfo Paradiso. Nel caso in cui il Comune di Recco avesse votato sì alla proposta Anci o avesse accettato di attivare uno Sprar all’interno dello Sprar di Distretto, avrebbe goduto della clausola di salvaguardia che impone alla Prefettura di non attivare Cas sul suo territorio. Con la posizione assunta, invece, il comune di Recco, così come Avegno, è potenzialmente esposto a questa eventualità. Tuttavia, con l’attivazione dello Sprar di Distretto, qualora i comuni accoglienti saturassero la quota di 117 o comunque raggiungessero una quota di accoglienza ritenuta sufficiente dalla Prefettura, aspetto altamente probabile, Recco e Ave-gno potrebbero evitare l’attivazione del Cas».

Matteo Capurro Tra i contrari, Franco Senarega: «Accogliere 117 migranti costa» Tra ifavorevoli, Gian Luca Buccilli: «E’ il momento di riscoprire la nostra umanità» BANCO SENAREGA consigliere GIAN LUCA BUCCILU vice sindaco CARLO GANDOLFO assessore DARIO CAPURRO sindaco ***

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