La protesta di Rixi contro la norma “salva-dirigenti”

Il Consiglio chiude la seduta maratona sul bilancio, approvando tutti i provvedimenti economici con la consapevolezza dl dover scontare l’incertezza che ancora domina l’andamento della finanza pubblica. Ad accendere il dibattito in aula è stato soprattutto il provvedimento “salva-dirigenti” che il capogruppo della Lega Edoardo Rixi aveva cercato di frenare con due emendamenti destinati uno ad applicare anche all’ente dl piazza De Ferraci la riduzione del 20% dei “graduati” applicando la deroga al posticipo del pensionamento e l’altro chiedendo il blocco della vera e propria “salva-dirigenti” prevista nel Collegato alla Finanziaria 2013, con la quale i dirigenti dal 65° anno di età possono chiedere di poter rimanere per altri due anni: «Una norma che sembra fatta apposta per qualcuno» ha tuonato ma in entrambi i casi la giunta ha espresso parere negativo e l’aula ha respinto gli emendamenti.

Dal punto di vista tecnico, per il 2013 si prevede che le entrate e le uscite della Regione ammontano a 9 miliardi e 606 milioni di euro in termini di competenza e in 18 miliardi e 217 milioni in termini di cassa. 11 fabbisogno del Consiglio regionale per l’esercizio finanziario 2013, viene fissato a 26 milioni di euro dal bilancio generale dell’ente, un milione in meno rispetto al 2012. L’uscita più sostanziosa, pari a 12 milioni 576 mila euro, riguarda le spese dell’Assemblea legislativa, mentre i milione e 611 mila sono destinati alle spese dei gruppi, con un calo di un milione e 400 mila euro rispetto alle previsioni del 2012.
Tra gli interventi stabiliti per contenere le spese, oltre ad incentivare il ricorso alla Centrale unica per gli acquisti, viene fissata una riduzione del 50% sulla spesa del 2011 per quanto riguarda incarichi e consulenze austerità che è stata estesa anche a tutti gli enti, eccetto le aziende sanitarie. Nel 2013, poi, sono escluse sponsorizzazioni ed anche la spesa per trasferte. Le spese automobilistiche, saranno dimezzate, mentre il complesso della spesa per l’acquisto di mobili e arredi non potrà essere superiore al 20 per cento del complesso degli impegni di spesa assunti nel 2011 per le medesime finalità. Un capitolo importante riguarda gli affitti: la spesa attuale, che supera i 3,5 milioni all’anno, dovrà essere ridotta di almeno il 15%.

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