Niente panico per la Carige commissariata – Carige, niente panico nelle filiali genovesi

Giornale del Piemonte e della Liguria di venerdì 4 gennaio 2019
di Pistacchi Diego

LA REAZIONE COMPOSTA DEI CLIENTI Niente panico per la Carige commissariata IL GIORNO DOPO Diego Pistacchi ¦ II «dap after» si scopre senza scenari apocalittici. La Carige commissariata dalla Bce è sempre esclusa dalla Borsa e lo resterà fino a quando non tornerà a lavorare un cda «normale», nel pieno delle sue prerogative ma anche dei suoi obblighi di trasparenza. La Consob spiega proprio cos) la scelta di evitare alla banca genovese lo tsunami di Piazza Mfari: «1 ridotti obblighi informativi al pubblico conseguenti al regime di amministrazione straordinaria non garantiscono la trasparenza, l’ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli investitori». Ma in questo momento non è certo la cosa che preoccupa i possessori di titoli Carige. (…) segue a pagina 7 Politica al lavoro sia negli enti locali, sia al governo. Ma in Borsa il titolo resta sospeso Carige, niente panico nelle filiali genovesi Reazione composta al commissariamento. Obiettivo: salvare il rapporto con il territorio segue dalla prima pagina (…) Genova ha comunque reagito in modo composto alla decisione di Francoforte. Nessuna isteria da parte dei correntisti, nessuna fuga dalle filiali, né code di investitori a disinvestire. La preoccupazione per quanto sta accadendo c’è, ma l’invito alla calina rilanciato dagli stessi tre commissari straordinari attraverso videomessaggi registrati sembra per il momento aver sortito l’effetto desiderato. La notizia, così come diffusa a livello nazionale mercoledì, ha evocato scenari più preoccupanti che per Carige non sono al momento configurabili. Non c’è un rischio default, ma si tratta principalmente di un braccio di ferro in atto per il controllo dell’istituto di credito ligure. E proprio a questo guarda il territorio, sperando di non perdere quel punto di riferimento che per decenni ha sostenuto gli investimenti e le necessità dell’economia ligure. Ma questo ruolo potrà essere conservato anche in caso di aggregazione con altre realtà del sistema bancario e a fronte di nuovi assetti del capitale. Anzi, proprio il brand Carige e la sua penetrazione in Liguria rappresenterebbe il valore aggiunto che, chiunque abbia in futuro il ruolo di controllo della banca, non potrebbe permettersi di gettare alle ortiche. La politica è scesa in campo e sia Regione, sia Comune sono in contatto con il governo e gli organi di vigilanza, oltre che con i vertici della banca. Ma la partita si gioca ormai a livello nazionale. E se anche il vice premier Luigi Di Maio garantisce che l’esecutivo sta «seguendo con molta attenzione la vicenda» e di non essere «preoccupato di quanto sta avvenendo», il viceministro ligure Edoardo Rixi interviene in tandem con l’assessore regionale allo sviluppo Economico, Andrea Benveduti: «Il ruolo di Carige è centrale non solo per l’economia ligure ma per l’intero sistema Paese. Gli istituti di credito del territorio costituiscono un supporto irrinunciabile per le imprese locali, per il commercio e l’artigianato, quel tessuto economico che rappresenta la spina dorsale della nostra economia. Come Lega al governo e nelle istituzioni locali siamo compatti nella difesa di Carige e stiamo lavorando perché si arrivi a una soluzione che dia futuro a uno dei principali istituti di credito del Paese, salvaguardando i posti di lavoro, i piccoli risparmiatori e un polmone irrinunciabile per il credito delle imprese».

Diego Pistacchi