Puggioni (Lega): “Matrimoni e adozioni gay minano la famiglia”

Liguria – Il testo del DDL Cirinnà intende disciplinare le unioni civili per le coppie omosessuali e la convivenza in genere. Il consigliere regionale Alessandro Puggioni della Lega Nord interviene sui matrimoni e le adozioni gay.
«Sono contrario – dice Puggioni – perché ritengo che aprire la strada a tutto questo, rischi di minare l’istituto della famiglia basato sulle unioni tra uomo e donna. Dal mio punto di vista, ferma restando la libertà di ognuno di effettuare le proprie scelte, come riconosce anche la Costituzione, il solo matrimonio ammissibile è quello tra uomo e donna, mentre altri tipi di diritti trovano già adeguata disciplina all’interno del nostro Codice civile».
Il consigliere non contesta la relazione affettiva tra persone omosessuali e la sua regolazione civilistica, ma dice no al matrimonio tra persone dello stesso sesso.
«Ricordo come nella nostra Costituzione – aggiunge -, l’articolo 29 definisca la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. La stepchild adoption inoltre apre di fatto le porte all’utero in affitto. Oggi viviamo in una cultura che tende ad azzerare sempre più le diversità, persino quelle biologiche, fisiche, incontestabili: l’essere maschio e femmina non è un’invenzione, parte da un dato biologico, e come tale va anzi valorizzato. Questa continua ambiguità confonde i ruoli, le funzioni, i codici comportamentali, gettando nel caos soprattutto i più fragili, quei bambini che invece chiedono, vogliono, esigono un papà e una mamma, ognuno dei due con un suo ruolo e le sue proprie funzioni».
«Il bambino riconosce se stesso e il proprio futuro – conclude Puggioni – rispecchiandosi e relazionandosi al maschile e al femminile di una madre e di un padre, biologici o adottivi. Il Governo Renzi dovrebbe non tanto facilitare il matrimonio e le adozioni da parte di coppie omosessuali, ma agevolare le coppie eterosessuali che per adottare un bimbo devono superare enormi difficoltà e pratiche burocratiche insormontabili».

Tratto da ‘Città della spezia’ Mercoledì 27 gennaio 2016
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