Olivo e olio grandi protagonisti: tre giorni fra storia e ambiente

Stampa Imperia di mercoledì 24 maggio 2017

Le location sono Villa Ormond a Sanremo e il Convento dei Domenicani a Taggia Olivo e olio grandi protagonisti Tre giorni fra storia e ambiente Da domani a sabato convegno internazionale sulla coltivazione nel Ponente CLAUDIO DONZELLA SANREMO Tutto il mondo, tra storia, ambiente, cultura e tradizioni, che c’è dietro la coltivazione dell’olivo in Liguria (e in particolare nel Ponente) e più in generale nell’area del Mediterraneo, e la produzione dell’olio. A raccontarlo, mettendo a confronto studiosi italiani e stranieri e operatori sul campo, sarà la «tre giorni», da domani a sabato, organizzata tra Sanremo e Taggia e presentata ieri con una conferenza stampa a Palazzo Bellevue. Significative anche le due location scelte per incontri, conferenze e tavola rotonda conclusiva: il neonato Museo del fiore (altra eccellenza imperiese e sanremese in particolare) a Villa Ormond, e il convento di San Domenico nella «capitale» della valle Argentina, terra di origine della pregiata varietà taggiasca oggi al centro di un acceso dibattito sulle forme di tutela. I diversi aspetti del convegno internazionale «Olivo e olio in Liguria e nella regione mediterranea dal Medioevo ai nostri giorni» sono stati anticipati ieri dall’assessore sanremese alle Attività produttive e al Verde pubblico Barbara Biale e dall’organizzatore Claudio Littardi, ex funzionario (da poco in pensione) del Comune, che promuove l’iniziativa assieme al Centro studi per la storia dell’alimentazione e della cultura materiale «Anna Maria Nada Patrone» e all’associazione l’Oro di Taggia. Ad aprire la prima giornata di lavori, domani alle 15.30 (dopo l’introduzione del professore Franco Cardini della Scuola Normale di Pisa) a Villa Ormond sarà il professore Alfio Cortonesi, eminente studioso e uno dei massimi esperti italiani di storia economica e sociale dell’Europa medievale, con una conferenza su «Olivicoltura e produzione olearia: dinamiche regionali». Nelle tre giornate si succederanno esperti e docenti universitari provenienti da Spagna e Francia, Italia e anche Slovenia. Domani si parlerà soprattutto della storia dell’olivo dal Medieovo ai tempi moderni, con «incursioni» sul Carso (la coltivazione nelle comunità slovene nel primo Seicento) e sulla Corsica, ma anche del paesaggio modellato dagli oliveti e delle variabili clima e terreno che incidono sulla qualità dell’olio. Venerdì, al Convento dei Domenicani di Taggia (dalle 9), focus su «Commercio, distribuzione e consumi dell’olio di oliva tra Italia ed Europa», con docenti universitari di Roma, Torino, Firenze, Siena, Barcellona, Lleida, Salerno, Perugia; nel pomeriggio, dalle 15, «Rappresentazioni e significati simbolici», con esperti italiani e stranieri, e alle 17 una visita guidata al frantoio dell’azienda Roi di Badalucco, con assaggio di varie tipologie di olio cru della valle Argentina. Nella giornata conclusiva, sabato dalle 9 sempre al Convento di San Domenico, il tema sarà «Dal passato al presente», per approfondire aspetti come l’identificazione delle cultivar liguri, la valorizzazione del prodotto locale di qualità, il turismo e la relazione tra cibo e ambiente, il made in Italy tra realtà locale e globalizzazione. Poi, alle 11.30, la tavola rotonda di chiusura, cui interverrà l’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Mai.

Esperti e docenti da quattro Paesi Esperti e docenti universitari provenienti da Spagna, Francia, Italia e Slovenia parleranno soprattutto della storia dell’ulivo dal Medioevo ai tempi moderni, con «incursioni» sul Carso e sulla Corsica.

Una coltivazione di ulivi del Ponente

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