Pesca, quatt Pesca, quattro bandi Europei per aiutare le aziende Liguri

Stampa Economia Nord Ovest di martedì 23 gennaio 2018

di Cervone Pier_Paolo

Fondi per valorizzare i prodotti e innovare le attrezzature Pesca, quattro bandi europei per aiutare le aziende liguri La Regione sblocca 3,3 milioni di contributi per rilanciare il settore Analisi PIER PAOLO CERVONE Nel settore della pesca qualcosa si muove. La Regione ha dato il via libera a circa 3,3 milioni di finanziamenti, frutto di quattro bandi del Fondo europeo. In particolare, con circa 86.200 euro, saranno finanziati progetti per la valorizzazione dei prodotti, innovazione degli attrezzi e trasformazione del pescato. Poi ci sono 1,16 milioni di euro per investimenti destinati all’acquacoltura (pesci e mitili, ma anche ammodernamento di impianti e di imbarcazioni). Quindi 728mila euro per la trasformazione e commercio delle imprese. E infine 862.700 euro per interventi in 8 porticcioli, o associazioni, per attività collegate alla pesca.

«Sono una tranche – spiega l’assessore regionale alla pesca Stefano Mai – dei circa 11 milioni di euro che la Liguria ha ottenuto, con grande sforzo, per l’attuale quinquennio, circa il doppio rispetto alla programmazione precedente 2007-2013. I finanziamenti potranno sostenere le aziende che commerciano prodotti ittici trasformati, quindi l’indotto del settore della pesca ligure, oltre che l’acquacoltura e la mitilicoltura. Con la misura dedicata ai porticcioli, finanzieremo otto Comuni per interventi nelle darsene o spiagge dedicati al potenziamento delle attività ittiche». I progetti dei porticcioli ammessi al finanziamento riguardano i Comuni di: Laigueglia, Spotorno, SavonaVado, Noli, Taggia, Sestri Levante, Genova (mercato ittico della darsena) e Santa Margherita Ligure. «I progetti sulle darsene – conclude l’assessore Mai – non risultati ammissibili in questa fase potranno essere messi a punto, con la piena disponibilità degli uffici regionali a supporto delle amministrazioni comunali escluse, e ripresentati al prossimo bando». L’assessore si riferisce agli elaborati presentati dai Comuni di Albenga e Bordighera che non hanno superato l’esame preliminare. Mentre per Spotorno e Noli, dove non ci sono scali nonostante i ripetuti tentativi di realizzarne uno al confine tra le due località, il sostegno va alle associazioni di pescatori dalla lunga tradizione. Nei mesi scorsi, la Regione aveva anche varato un bando per finanziare la diversificazione delle attività di pesca, la trasformazione e commercializzazione delle imprese, investimenti nell’acquacoltura. Per un totale di due milioni di euro. Commenta l’assessore Mai: «Riteniamo importante il supporto economico rappresentato dal bando per la diversificazione delle attività di pe *** sca, che comprende pescaturismi e ittiturismi: attraverso queste attività, infatti, i pescatori, fortemente penalizzati dalle assurde regole europee e nazionali, potranno integrare il proprio reddito e contestualmente promuovere a turisti e liguri la tradizione della nostra pesca. Proprio per incentivare l’avvio di queste attività, siamo fortemente impegnati, a livello nazionale, nella semplificazione delle attuali norme che oggi scoraggiano molti pescatori ad aprire un ittiturismo o un pescaturismo. I fmanziamenti, infine, potranno sostenere anche le aziende che commerciano prodotti ittici trasformati quindi l’indotto del settore della pesca ligure, oltre che l’acquacoltura e la mitilicoltura». Ma qual’è la strategia di sviluppo locale? Risponde l’assessore regionale: «L’obiettivo finale è incentivare Comuni, associazioni e imprese che fanno parte di uno stesso territorio a fare squadra, individuando ambiti di sviluppo comuni per la valorizzazione della filiera della pesca, creare nuovi posti di lavoro anche per i giovani. Si tratta anche di migliorare la fruibilità del patrimonio ambientale nelle zone di pesca e acquacoltura e rafforzare le comunità di pescatori». In Liguria esistono tre gruppi di azione costiera (ovvero i Gac) che rappresentano altrettanti comprensori: uno nel Levante (province di Genova e La Spezia) con un budget da 1,5 milioni di euro, uno nel Savonese con 1,2 milioni di euro e uno a Imperia (Mare delle Alpi) con 1,1 milioni di euro. «Un grande risultato – ha commentato l’assessore Mai – per la Liguria che ricordiamo ha ottenuto il doppio rispetto alla vecchia programmazione europea: circa 11 milioni di euro contro i 5,5 del periodo 2007-2013. I nostri tre gruppi si sono già confrontati con quelli di Sardegna,Ueneto e Toscana per definire progetti di cooperazione che possano andare a rafforzare le nostre strategie, attraverso un lavoro sinergico».

 

 

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