Polo Scolastico di Albenga, RC auto e crisi: l’intervento del capogruppo Stefano Mai in Consiglio Provinciale a Savona

Intervento di Stefano Mai, Sindaco di Zuccarello e Capogruppo Lega Nord in Provincia di Savona, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Provinciale, svoltasi ieri pomeriggio.

Vorrei soffermarmi brevemente sulla norma varata dal governo a proposito della Tesoreria Unica, che consideriamo una vera e propria rapina di Stato che lede i principi fondamentali sulle autonomie locali.  Del resto, sta ritornando l’epoca dello statalismo e del centralismo romano. Paradossalmente, i virtuosi vengono messi nel mucchio degli spreconi, e sicuramente i denari da loro accumulati verranno poi utilizzati per coprire i buchi fatti da altri. Un umiliazione senza eguali. Nel nostro caso, perderemo qualche migliaio di euro sulla differenza di interessi, ma le sponsorizzazioni concordate con le banche? Speriamo che quelle siano confermate e garantite. Esprimiamo soddisfazione per l´impegno assunto nei riguardi del Polo Scolastico di Albenga: 400 mila euro nel 2012 per la progettazione, 2 milioni di euro nel 2013, 3 milioni 980 mila nel 2014, per un totale di 6 milioni 380 mila, di cui 1 milione 900 mila di entrate correnti e 4 milioni e 480 mila di entrate patrimoniali, per un importante presidio che interesserà il vasto comprensorio del ponente savonese. Certo che buona parte delle entrate derivano dalle alienazioni che abbiamo già da tempo programmato, e con l´attuale stretta creditizia delle banche, auspico che si riescano a trovare acquirenti, ma a tal proposito propongo nuovamente la possibilità di permutare i beni con lavori da effettuarsi all´interno del Polo Scolastico. Devo confessare che speravo nella possibilità di riportare l´imposta RC auto alla vecchia soglia del 12,5%, ma mi sono reso conto che non è stato possibile. Come ricordano tutti, il Decreto (68/2011) sul Federalismo Fiscale di Regioni e Province ci ha consentito nello scorso anno di modificare l´imposta RC auto di 3,5 punti, e noi scegliemmo di aumentarla dal 12,5% al 16% per destinare risorse a tpl, difesa del suolo ed edilizia scolastica. Mi sono reso conto che oramai tutte le province, alla canna del gas, la stanno aumentando: ben due enti su tre hanno deciso di rincararla: 77 province – su 110 – hanno aumentato, delle quali solo 6 non hanno raggiunto la cifra massima di 16. Fuori dal coro, solo le province delle regioni a statuto speciale. In questo momento difficile in cui stiamo accompagnando l´ente provincia alla nuova avventura, che il governo pensa sia una delle cause di tutti i mali, spero che riusciremo a portare avanti le politiche di difesa del suolo e di edilizia scolastica, nonché le politiche legate all´ambiente ed ai servizi pubblici. Ad ogni modo, mi piace ricordare che gli studi effettuati rivelano che questa nuova riorganizzazione comporterà un aggravio della spesa dei dipendenti pubblici di circa il 20%, pari circa a 500.000.000 in più. In questi giorni era prevista una grande manifestazione a Venezia organizzata dall’Anci, che vedeva in prima linea i sindaci contro il governo e nella fattispecie contro l´Imu ed il patto di stabilità, rinviata per il dramma che ha colpito l´Emilia. I comuni lamentano che “è necessario rivedere un calo dell’imposizione fiscale”, altrimenti “si corre il rischio che possano scoppiare tensioni sociali dopo il pagamento della prima aliquota”. Al Governo chiedono “di mettere mano sin da subito all’Imu e al Patto di stabilità perché si rischia un tracollo degli investimenti nel nostro paese, che già al momento sono in calo di circa un terzo rispetto ad un anno fa”. L’Anci è pronta a fare il suo lavoro, ma altrettanto si aspetta dal Governo. Un governo che solo pochi giorni fa, due giorni prima della prima scossa, aveva detto che non avrebbe più garantito coperture per eventi calmitosi. Dal giorno dopo personalmente sono stato tempestato di offerte di assicurazioni: “Assicurazione Casa: terremoti, incendi, eventi naturali di ogni tipo e molto altro”. Il governo ha poi garantito la ricostruzione di tutto ciò che è crollato, contributi ad imprese e famiglie – pavoneggiandosi di fronte agli italiani e soprattutto di fronte alle popolazioni martoriate da questo dramma – però non ha detto come l´avrebbe fatto: alzando nuovamente il prezzo della benzina di 2 centesimi. Pagheremo volentieri per aiutare queste popolazioni in evidente difficoltà, anche se paghiamo ancora alcuni centesimi per la guerra in Abissinia. Queste “politiche” che ci stanno creando non poche difficoltà, non in nuovi investimenti strutturali, ma nel mantenimento dei servizi essenziali, mi convincono sempre più che siamo vicino ad una guerra sociale. Forse siamo troppi, forse abbiamo troppo: qualcuno pensa che si tratti dell´Inverno di Kondratiev (onde K), mentre la storia ci insegna che dietro grandi riprese economiche ci sono spesso spiacevoli eventi.  Ed il prossimo passo sarà la soppressione dei piccoli comuni. Visto che per le province non possiamo più far nulla, l´appello che faccio al questa amministrazione è questo: stiamo sul territorio e stiamo vicini ai comuni, che rimarranno l´unico presidio a garanzia dei diritti dei cittadini, e che da soli stanno portando avanti una dura battaglia per garantire ai cittadini un futuro.

Stefano Mai Capogruppo Lega Nord Provincia di Savona

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