Progetto Chance, Bucci al mercatino di Corso Quadrio: “Se illegale tolleranza zero”

Bucci, insieme al segretario della Lega Nord ha incontrato i rappresentanti del progetto, con i quali si è confrontato sul futuro dell’iniziativa

Genova. C’è stata una sorta di nascondino tra venditori e drappello di politici del centro destra, guidati dal candidato sindaco Marco Bucci, in corso Quadrio, dove era previsto un sopralluogo tra i banchi del “progetto Chance”.

Alle 11.15 con il consueto fischio di sgombero della zona i venditori hanno praticamente liberato l’area in pochi minuti, vanificando l’”effetto degrado”. Bucci, insieme al segretario della Lega Nord ha incontrato i rappresentanti del progetto, con i quali si è confrontato sul futuro dell’iniziativa.

“Il giorno che sarò sindaco di Genova e avrò tutto i documenti in mano, decideremo se il mercatino di Corso Quadrio è legale o no. Ma quello che è illegale non può essere supportato dall’amministrazione”. Marco Bucci, che assieme al segretario regionale della Lega Nord Liguria, Edoardo Rixi ha fatto un sopralluogo al mercatino di Corso Quadrio, non presenta ancora il piano della sua amministrazione per il progetto Chance.

“La proposta deve essere concordata con tutte le persone che sono attorno al mercato – spiega – non possiamo imporla dall’alto come è stato fatto in passato, negli ultimi cinque anni, che poi tutti si lamentano”.

Sulla legalità, però, promette tolleranza zero. “Io dico soltanto che se il materiale è per terra e non ci sono le ricevute fiscali questo, per me è un problema che deve essere investigato – spiega – appena avrò tutti i numeri e avrò i documenti lo farò. Ora non questo non posso dirlo però, come si dice in America Smelling fish, sento l’odore”.

Con lui anche i rappresentanti della Lega Nord Liguria da sempre contrari a questo tipo di insediamento. “La nostra idea è che la tolleranza deve essere zero per chi non rispetta la legalità – spiega il segretario regionale, Edoardo Rixi – per cui chi si vuole mettere in regola e integrarsi deve passare dal rispetto delle leggi e del decoro urbano. Io credo che il comune di Genova abbia sbagliato, manca un percorso e non credo si possa tenere la gente a lavorare in questo modo – conclude – perché così non si integra nessuno”.

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