Progetto nucleare, la Liguria prova a rientrare in gioco – Nucleare, la Regione ci ripensa «Ora rientriamo in partita»

Secolo XIX di martedì 24 ottobre 2017

di Cresci Lorenzo – Rossi Emanuele

IN BALLO 500 POSTI Progetto nucleare la Liguria prova a rientrare in gioco LA REGIONE Liguria tentera di rientrare in gioco per assicurarsi il laboratorio perla fusione nucleare pulita. Un affare da 500 milioni e 1.500 posti di lavoro. Enea: «C’è ancora tempo». CRESCI » 15 II Tokamak, cuore della fusione nucleare pulita AFP DENUNCIA DEL PD: «NON SI PUÒ PERDERE UN’OCCASIONE STORICA» Nucleare, la Regione ci ripensa «Ora rientriamo in partita» Rixi: contatti con l’Enea. II presidente dell’ente: ecco cosa serve LORENZO CRESCI EMANUELE ROSSI GENOVA. Rispolverare il dossier, inserirlo se non nelle priorità quantomeno nelle lista delle cose da fare. Così l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Edoardo Rixi, sul caso del progetto di realizzazione di un laboratorio sperimentale per la fusione nucleare sul territorio ligure: «Stamattina (ieri, ndr), ho letto il Secolo XIX – dice Rixi – e abbiamo attivato i nostri uffici presso l’Enea per capire come rientrare in partita». Una partita iniziata in salita, ma ancora aperta. Ce lo conferma direttamente il presidente dell’Enea, FedericoTesta. «Ecco il nostro piano di lavoro: ottenute le garanzie di copertura economica, entro fine novembre pubblicheremo sul nostro sito l’avviso di manifestazione di interesse con cui le Regioni ci chiederanno di ospitare il laboratorio sperimentale “Dtt”». Poi, ci sono le conferme di quanto pubblicato: «Due Regioni hanno già dato la loro disponibilità, e sono Piemonte ed Emilia Romagna. Mai tempi tecnici per rientrare in gioco ci sono». Malgrado le accelerazioni dovute all’arrivo dei finanziamenti (60 milioni da Eurofusion, 40 ciascuno da ministero dello Sviluppo e da quello dellaRicerca)e lavolontà quindi di posare al più presto *** la prima pietra, la Regione Liguria può ancora farcela. «Certo – conferma Testa – è un’opportunità perché questo progetto significa non solo pensare al futuro con un’energia non inquinante, ma c’è soprattutto il tema della ricerca di frontiera, che ha ricadute incredibili su altri settori». E opportunità per almeno 4-500 persone fisse, tra ingegneri e fisici, oltre al coinvolgimento di un migliaio di persone dell’indotto. In Liguria, ricordiamo, c’era una location ritenuta interessante, ed era quella della centrale dell’Enel, a due passi dalla fabbrica di Asg Superconductors, azienda leader nella realizzazione delle bobine toroidali fondamentali per la fusione nucleare. Ma quali sono le caratteristiche che dovrebbe avere il sito ospitante? Tra le principali, visto che lo spazio occupato dall’impianto è modesto (3-4 ettari), c’è la vicinanza di una fonte di energia importante con linee di trasmissione capaci. Servono infrastrutture per far transitare i tir che trasportano le bobine, un’università che formi il personale e un centro di ricerca per studiare sinergie. In più, le Regioni ospitanti saranno chiamate a un contributo sull’investimento. «Sulla base delle potenzialità del sito proposto- conclude Testa – andremo a valutare la migliore. Sara un processo trasparente». E dai tempi industrialmente non così lontani: nel 2020si auspica l’avvio dei lavori, che dureranno cinque anni. A sperare che la Liguria rientri in campo è intanto il Pd in Regione. La capogruppo Raffaella Paita denuncia: «Dopo gli sforzi delle precedenti amministrazioni regionale e comunale spezzina di centrosinistra che erano riuscite a portare Asg alla Spezia, si rischia di perdere un’occasione storica. Ho scritto al ministro Fedeli, a Malacalza, alla Giunta regionale e a quella spezzina perché, al di là dei colori politici, il nostro territorio non perda l’opportunita». Fa eco Pippo Rossetti, consigliere: «La Liguria è la naturale collocazione del progetto: Asg e il Gruppo Malacalza rivestono da sempre un importante ruolo industriale e tecnologico, dando al nostro territorio una visibilità internazionale».

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