Racket dei cani, indaga la Procura

Secolo XIX La Spezia di domenica 18 giugno 2017

INCHIESTA PER MALTRATTAMENTI E TRUFFA E INTERROGAZIONE PARLAMENTARE: “CONTROLLI INEFFICACI” Racket dei cani, indaga la Procura Nelle strutture spezzine esemplari nati in Sicilia e trasferiti senza autorizzazione o documenti SONDRA COGGIO ERA un sospetto. Adesso è una certezza. Nei canili spezzini sono presenti cani nati in Sicilia, ancora iscritti all’anagrafe dell’isola, o trasferiti a quella lombarda, ma non a quella ligure: cani entrati senza alcuna comunicazione alla sanità veterinaria. Cani “fantasma”, il cui arrivo non è stato inserito nell’anagrafe canina spezzina. Cani sui quali adesso la Procura indaga. In una struttura pubblica, come il canile spezzino, un cane può entrare solo per effetto di una rinuncia, o perché abbandonato, vagante sul territorio. Nel primo caso, il cane entra con la documentazione consegnata dal proprietario, che lo “passa” in carico al Comune. Nel secondo caso, il cane entra attraverso il servizio di recupero su strada, a cura della Maris. Non esistono altre vie. Cani come Freccia, Rotella, Amanda, Stella e Zagor, trasferiti a marzo dal canile della Spezia a quello di Castelnuovo, come “proprietà del Comune di Sarzana”, non solo non sono risultati sarzanesi, ma nemmeno sono stati inseriti nel data base della sanità veterinaria spezzina. Un altro cane, Willy, è risultato addirittura intestato ad un privato cittadino, residente in Sicilia. E altri, già andati in adozione, non sarebbero mai stati iscritti all’anagrafe ligure. L’inchiesta dell’autorità giudiziaria verte sui presunti reati di maltrattamento e di truffa. Il fascicolo è — al momento — a carico di ignoti. Il sospetto è che la città sia finita sulla rotta delle movimentazioni che dal Sud stanno spostando al Nord un elevato numero di cucciolate: un fenomeno sul quale il parlamentare Paolo Bernini ha appena depositato una interrogazione, in cui chiede l’intervento del ministro. Bernini parla di controlli “inefficaci”, e sottolinea che questi trasferimenti avvengono a “titolo oneroso”. I sindaci del Sud pagano, per farli portare via. Dopo di che, se ne perdono le tracce. Inspiegabilmente, sono apparsi alla Spezia cani che non dovrebbero trovarsi qui. La stessa Regione Liguria ha acquisito tutti i fascicoli relativi agli ingressi e alle uscite dai canili spezzini. Una iniziativa 7nV %’moi.:’ A sinistra Stella e Zagor: non sono spezzini ma siciliani. A destra: sgambata nel canile dl via del Monte dell’assessore alla sanità Sonia Viale, su interrogazione della consigliera regionale Stefania Pucciarelli. Il risultato della verifica collima con quanto accertato dalla Procura: cani con la valigia, di origine al momento ignota. Ci sarebbero alcuni esemplari, riconducibili ad un “pacchetto” di numerosi esemplari, inviati al Nord dal Comune di Modica. Se un cane transita da un canile, ma non viene “caricato” sulla banca dati dell’anagrafe canina, non esiste. E di questo suo passaggio, non resta traccia. Non solo. Dopo anni di tranquillità, nei canili spezzini sono entrati negli ultimi tempi numerosi cani con parvovirosi. Non c’è stato contagio, con gli altri: ma sono morti. La stessa sanità animale — conferma la Regione – non esclude che all’origine della ricomparsa della parvovirosi ci sia l’entrata in canile di cani provenienti da altre regioni, trasferiti senza le garanzie sanitarie che derivano dall’osservanza delle linee guida nazionali. Il virus ha interessato nel 2015 solo il canile comunale spezzino: 15 casi. Quest’anno, ne risultano già 5 a Castelnuovo.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: