Rapallo: ancora sul no al piano Anci sui migranti

Dall’ufficio stampa del Gruppo regionale Lega Nord Liguria riceviamo e pubblichiamo

Business immigrati, Alessandro Puggioni (Lega Nord Liguria): “Il progetto del Governo appare ricattatorio e il piano di Anci non dava certezze, neanche sul tetto massimo di arrivi. Pertanto, i primi cittadini liguri hanno fatto bene a non sottostare a diktat e condizionamenti dei buonisti, respingendo l’accordo trabocchetto. Non bisogna confondere la solidarietà alle vittime di guerre o persecuzioni con il business dei 35 euro”.

Business immigrati. Dopo il no dei sindaci coraggio a diktat e condizionamenti per adottare il servizio di seconda accoglienza (Sprar), i Comuni della Liguria hanno respinto il “ricatto” del Governo e messo da parte il “piano-trabocchetto” di Anci, che prevedeva un tetto massimo di 6.043 migranti, senza dare nessuna garanzia sul numero di ulteriori arrivi nei territori comunali. Anche il Viminale, infatti, aveva sostanzialmente spiegato che, in vista di nuovi sbarchi, i numeri di migranti sul territorio sarebbe aumentato, indipendentemente dall’adozione del sistema Sprar e dal tetto massimo fissato da Anci Liguria.

“O fai così, ma non ti do garanzie che non te ne mando altri, oppure se non fai così te ne manderò di più. Hanno ragione i sindaci e in particolare quello di Rapallo Carlo Bagnasco – spiega il consigliere regionale del Carroccio Alessandro Puggioni – perché loro sono vittime dei soliti ricatti e prevaricazioni di Roma e dei vari buonisti. Prima di votare no allo Sprar, il primo cittadino di Rapallo aveva chiesto alle autorità competenti idonee garanzie sul tetto massimo dei migranti, ma non ha mai ricevuto risposte. Semmai, è avvenuto il contrario, dato che il Viminale aveva precisato che, in caso di nuovi sbarchi, ai Comuni liguri sarebbero stati assegnati altri migranti, indipendentemente dall’adozione del sistema di seconda accoglienza. Pertanto, se Bagnasco e gli altri sindaci avessero accettato il piano Anci, sarebbero diventati i primi responsabili dell’invasione e del degrado nelle perle turistiche della nostra regione. Per fortuna ciò non è accaduto e quindi saranno i Prefetti, ossia il Ministro dell’Interno, ad assumersi questa responsabilità. Fermo restando che i sindaci potranno mettere in campo tutti gli strumenti amministrativi per contrastare il degrado, non mi stancherò mai di ricordare che chi chiede legalità e rispetto delle regole non è razzista. Anche il Commissario UE all’Immigrazione ha ribadito più volte che l’80% dei migranti sbarcati in Italia risultano irregolari. Mentre solo il 20% sono rifugiati. In altre parole, dei 181mila sbarcati nel 2016, ben 145mila risulterebbero al di fuori della legalità. In ogni caso, non bisogna confondere la solidarietà ai veri profughi, ossia le vittime di guerre o di persecuzioni, con il business dei 35 euro, che continuano a far arricchire onlus e coop”.

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