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Stampa Savona di giovedì 14 marzo 2019

Rifugi dell’Alta Via serve un piano per il rilancio turistico – Regione, rilanciare i rifugi per il turismo sull’Alta Via

di Pieracci Alessandra

REGIONE ALF:SSA\URA PIERACCI Rifugi dell’Alta Via serve un piano per il rilancio turistico P. 40 Regione, rilanciare i rifugi per il turismo sull’Alta Via Dibattito aperto sui contributi e sull’utilizzo di alcuni dei principali punti di riferimento della rete di sentieri tra Ventimiglia e Ceparana [Alta Via dei mond liguri, una spettacolare rete dl sentieri che collegano Ventimiglia a Ceparana con suggestivi pund panoramici sul mare ALESSANDRA PIERACCI GENOVA La Regione Liguria sta tenendo sotto controllo le strutture di ospitalità dell’Alta via dei Monti Liguri, che beneficiano di contributi pubblici? Questa, in sostanza, la domanda fondamentale dell’interrogazione presentata in Consiglio regionale dal consigliere Andrea Melis (MSS) in merito alla situazione dell’accoglienza lungo l’itinerario escursionistico che in 43 tappe collega le due estremità della Liguria, da Ventimiglia a Ceparana seguendo lo spartiacque tirrenico padano dell’Appennino e delle Alpi Liguri. E’ un punto di forza per attrarre turisti tutto l’anno, uno spettacolare balcone di montagne che si affacciano sul mare. Nella promozione delle reti sentieristiche, ha sottolineato Melis, sono molto importanti le strutture ricettive, i rifugi che nel corso degli anni hanno beneficiato di contribti regionali, statali ed europei. Però alcune di queste non sono mai entrate in servizio o sono state chiuse: ad esempio Casa Macciò, la Cappelletta di San Giacomo e il rifugio Pian dei Corsi. «Ravvisiamo la necessità di tenere sotto controllo le strutture che usufruiscono di contributi pubblici, affinché poi ci sia un ritorno anche solo nella piena fruibilità. E su questo serve poi fare maggiore azione di promozione, anche attraverso quelle associazioni che curano proprio l’ospitalità sull’Alta Via – ha detto il consigliere – Auspichiamo insomma che laddove vengano stanziate risorse pubbliche, Regione attui i necessari controlli per appurare che le strutture siano effettivamente operanti e disponibili e, pari *** menti, siano messi in campo tutti gli strumenti necessari per perfezionare il sistema di informazione turistica». Qual è allora la situazione? Casa Macciò, ha risposto l’assessore all’Entroterra Stefano Mai, «è stata affidata al Comune di Magliolo che è disponibile a riaprire la struttura». Per quanto riguarda Cappelletta di San Giacomo, che aveva funzionato per oltre 20 anni, era stata devastata da vandalismi, ma «dopo una serie di interventi di manutenzione straordinaria, è disponibile solo su prenotazione di gruppi organizzati o scolastici, ma c’è un locale di ricovero aperto dotato di camino a legna tuttora accessibile ai viandanti». Anche Rifugio di Pian dei Corsi è disponibile solo su prenotazione, ma il servizio di ristorazione non è aperto. E’ affidato, come ha spiegato l’assessore, alla Fondazione CIMA, (che tra l’altro monitora il vivaio forestale di Pian dei Corsi per acquisire dati relativi al ciclo fenologico delle diverse tipologie di vegetazione e uriliz7arli nel modello di previsione degli incendi boschivi). «E’ stata persa un’occasione – ha voluto sottolineare Mai – nel non rinnovare la concessione del servizio ai gestori precedenti che vedo in aula e qui saluto». «Occorre verificare con attenzione che le strutture beneficiate da risorse pubbliche siano poi operative. Manca comunque una proposta organica per l’offerta di queste strutture» la replica di Melis.

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