«Sanità, è l’ora che risparmi Roma»L’ assessore Viale contesta che San Martino e Gaslini siano inseriti nella lista nera

«Sanità, è l’ora che risparmi Roma»
Polemiche sulla mappa nazionale dei centri con i conti in rosso
L’ assessore Viale contesta che San Martino e Gaslini siano inseriti nella lista nera
«Non sto al gioco di gettare la croce addosso a due centri di eccellenza della nostra sanità. Se c’è un piano per penalizzare la Liguria,mi opporrò con tutte le forze, anzi ci opporremo come giunta Toti con tutte le forze. Non voglio fare la leghista, dura e pura, ma non ci sto: non si fanno certi giochetti sulla pelle dei liguri». Difficile, quasi impossibile interromperla;
non alza mai il tono della voce l’assessore regionale alla Salute Sonia Viale, ma“carica”alcune parole: non ha gradito che il San Martino Ist e il Gaslini siano finiti nella lista nera – e ancora parziale – dei 29 grandi ospedali italiani che hanno i conti più in rosso. Lista nera L’elenco è stato predisposto dagli esperti di Agenas – l’agenzia nazionale dei servizi sanitari – su richiesta del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. I due ospedali liguri hanno un “buco” complessivo di oltre24milioni(peril2014): più di 14 per il San Martino e più di 10 per il Gaslini. Che sono in ottima compagnia, perché dietro la lavagna sono finiti strutture prestigiose come il Mauriziano o la Città della Salute di Torino, il Careggi e il pediatrico Meyer di Firenze, oltre a nove ospedali di Roma tra cui Tor Vergata e il Policlinico (707 milioni di rosso). I direttori generali sono obbligati a presentare un piano triennale di rientro e, se non metteranno a posto i conti, perderanno la poltrona. Nel listone non ci sono i grandi centri della Lombardia, del Veneto e dell’Emilia. «È sospetto che questo elenco – denuncia Viale – sia stato reso pubblico mentre è in atto il dibattito sulle modalità del riparto del fondo sanitario nazionale. Non si utilizzano gli studi del ministero della Salute per cambiare le regole del riparto. Non voglio fare la leghista vecchia maniera, ma è l’ora che a risparmiare sia Roma: in questa graduatoria non mi sembra messa così bene». «Meno soldia Roma» Si interrompe, ma solo per prendere fiato e rafforzare il concetto: «I buchi veramente consistenti sono altrove, non certo qui da noi dove la situazione è sotto controllo, è da anni sotto controllo. Alla giunta Burlando non posso certo contestare di non aver rispettato gli impegni con il ministero e di aver messo a posto i conti. Le manovre di queste ultime settimane non mi vanno giù: bisogna aiutare Roma perché è la capitale o la Campania perché in ginocchio e a noi chiedono di spendere meno. Sia chiaro una volte per tutte: la Liguria non può perdere altre risorse ». La tranquillità dei manager Più pacata la reazione del direttore generale del San Martino, Mauro Barabino che parla di un modello ligure di finanziamento: «L’ospedale non è in deficit e la Regione ha garantito che la spesa verrà coperta con l’ultima trance, come è già successo in passato».È tranquillo anche il manager del Gaslini, Paolo Petralia: «Noi abbiamo rispettato il budget indicato dalla Regione: aspettiamo solo l’ultima parte di risorse».
Tratto da ‘ilsecoloxix18-10-15’

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