Sanità in Liguria, tagli per 15 milioni, Assessore Viale: «Temevamo peggio. Riusciremo a contenere i costi ma nel 2017 la stangata sarà pesante»

Viale: «Temevamo peggio. Riusciremo a contenere i costi ma nel 2017 la stangata sarà pesante» Nel 2015 la sanità ligure perde 15 milioni di euro. Molti, ma non certo la batosta che la Regione Liguria si aspettava e che aveva preventivato con scenari apocalittici secondo cui il taglio del fondo nazionale della Sanità avrebbe portato qualcosa come 115 milioni in meno ai cittadini liguri. Dopo aver contenuto i danni, ora alla Liguria non resta che sperare che tutte le Asl abbiano rispettato i tetti di spesa impartiti all’inizio dell’anno. E puntare sulla grande riforma della sanità annunciata dal vice presidente Sonia Viale: punti di emergenza a portata di tutti, ma una razionalizzazione degli altri servizi a vantaggio dell’eccellenza «ripensando il modello dell’ospedale sotto casa di vecchio stampo». Mercoledì sera a Roma, dopo una lunga discussione, i presidenti delle Regioni italiane si sono divisi il fondo nazionale della sanità, sul quale si era già abbattuto un taglio del governo da 400 milioni . Accordo raggiunto perché nessun territorio ci ha rimesso più dello 0,50 rispetto all’anno precedente grazie al fatto che la stessa Conferenza delle Regione ha messo mano al portafoglio utilizzando un “fondino premiale “ da 270 milioni per «riequilibrare le situazione più critiche» ha spiegato l’assessore ligure alla Sanità Viale. E tra le situazioni critiche, appunto, c’era la Liguria destinata a perdere tra il 2014 e il 2015 115milioni di euro, il 3,74% del suo budget sanitario. «La Liguria non è in grado di reggere un impatto così forte», aveva avvisato Viale nei giorni precedenti entrando anche in rotta di collisione con la Regione Campania che, dal canto suo, chiedeva maggiori finanziamenti per la propria sanità. «Bisogna anche tenere conto degli sforzi che la Liguria ha fatto in questi anni per tenere i conti a posto, cosa che ho sempre riconosciuto alla precedente giunta, mentre altre Regioni sono ancora indietro nella riorganizzazione». Con la ripartizione del fondo, proposta dalla Conferenza e inviata ieri al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, la Liguria porta a casa 3 miliardi e 19 milioni. I cittadini liguri possono tirare un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo: questa è la certificazione che la giunta Toti non dovrà ricorrere all’aumento del ticket o a qualsiasi altra manovra economica. E che non ci saranno marce indietro sul piano dei vaccini, sulle prestazioni dei nuovi Lea e, soprattutto, sui nuovi costosissimi farmaci per curare epatite e tumori. I quindici milioni in meno, insomma, andranno a finire nel calderone delle passività coperte con le entrate fiscali esistenti. «Resta aperto il problema della popolazione anziana, la cui incidenza continua a non avere adeguato riconoscimento quando si divide il fondo sanitario nazionale» sostiene Viale. Numeri che per la Liguria fanno la differenza: su una popolazione di 1.591.000 abitanti (con una perdita rispetto all’anno precedente di 8 mila persone) gli ultra sessantacinquenni sono 440 mila, quasi il 28%. «E hanno un bel dire le altre Regioni, ma gli anziani costano molto di più di un giovane: per questo bisogna cambiare i criteri di ripartizione» sostiene Viale. Se per quest’anno la Liguria può quietare, dal 2016 la sanità ligure dovrà avviarsi a marce forzate verso la riforma del sistema. Lo impongono altri tagli in arrivo, «non tanto quelli del 2016 che saranno ancora al livello di quelli di quest’anno- spiega Viale- ma quelli del biennio successivo». Cifre imponenti che già terrorizzano le Regioni, «nessuna esclusa» assicura l’assessore: nel 2017 ci saranno 4,6 miliardi in meno e 6,4 nel 2018. «Così non regge nessuno,sono a rischio i principi stessi del sistema della sanità pubblica. Sempre che il governo, come è accaduto la scorsa estate, non anticipi i tagli con una manovra di correzione dei conti».
Tratto da Ilsecoloxix27-11-15

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