Sicurezza a Genova – Interpellanza del Consigliere Comunale Edoardo Rixi

PREMESSO che dall’insediamento della Sua Giunta ad oggi, il problema legato alla sicurezza su tutto il territorio cittadino non ha avuto la benché minima attenzione, salvo per l’ordinanza anti-alcool;

EVIDENZIATO

che se prima le maggiori criticità erano circoscritte tra il Centro Storico e Sampierdarena, da mesi, ormai, non esiste delegazione priva di pesanti problematiche di sicurezza;

che quotidianamente la stampa locale presenta sulle pagine di cronaca cittadina un bollettino di guerra : furti a raffica in abitazioni e negozi, rapine a mano armata, scippi con pistola, aggressioni, donne aggredite e molestate nelle strade, nei portoni delle case e negli ascensori, furti addirittura nelle scuole, borseggiatori in azione su varie linee AMT;

CONSTATATO che Genova è ogni giorno di più una città violenta e pericolosa, per i residenti tanto quanto per i turisti, da Voltri a Nervi, da Carignano a Cornigliano, da San Fruttuoso a Prà, da Sestri alla Foce, da Pegli a Marassi, non trascurando il Centro Storico, San Teodoro, Albaro, Sampierdarena, Castelletto, Brignole, Quarto, Oregina, Molassana, Quinto, Sturla : è allarme rosso ovunque e questo dato non può passare inosservato all’Amministrazione Comunale;

CONSIDERATO

che l’emergenza criminalità che sta attanagliando Genova, da diversi mesi sta crescendo anche a Milano e la Giunta Pisapia, fino a poco tempo fa avversa all’adozione di misure atte a fronteggiare il fenomeno definendole “liberticide” ed “intollerabili”, scopre l’inevitabile necessità di adeguarsi , senza pubblica ammissione, a tali scelte per poter contrastare se non risolvere atti criminosi : una città violenta pronta all’eliminazione fisica a colpi di arma da fuoco e per mano violenta è una città abbruttita non solo nei rapporti di affari o personali, ma nelle proprie viscere e questo non è ammissibile da parte di qualsiasi parte politica;

che Genova, attualmente molto in sintonia ideologica con la Milano di Pisapia, non si discosta molto dal capoluogo lombardo, ma al momento pare molto inerme se non addirittura indifferente davanti l’imperversare della microcriminalità che con troppa frequenza scivola nella criminalità e per la quale è giunto il momento di serrare i tempi ed attuare un programma urgente di interventi;

RICORDATO

che una delle dichiarazioni dell’Assessore Fiorini a inizio mandato recitava che “ il primo decoro di una città è la difesa dei diritti di tutti”, ma ad oggi risulta nulla la difesa dei diritti dei genovesi, specie delle donne, degli anziani e degli adolescenti che rappresentano i soggetti che maggiormente hanno subito questa situazione e troppo frequentemente ne sono state vittime;

che non è sufficiente partecipare, come Istituzione, a feste del Quic in Via S. Bernardo. O ricordare la giornata del 25 novembre al Ducale con un percorso di scarpette rosse che ricordano le centinaia di donne vittime di violenze oppure la festa della comunità ecuadoriana al Tempietto di Sampierdarena per assicurare la sicurezza e la presenza delle Istituzioni a Genova;

che i nostri anziani tanto quanto i nostri giovani hanno il diritto di vivere appieno la propria città, la propria delegazione senza timori di aggressioni più o meno a mano armata, senza la paura di uscire nelle ore pomeridiane e vivere l’incubo di essere non nella città “dei diritti e della legalità” ma nel Bronx;

SI INTERPELLA LA S.V.

Per conoscere :

se, visti i già precedenti altri confronti intercorsi con Milano, non ritenga maturato il momento di un efficace confronto con il Sindaco Pisapia circa le iniziative che la Giunta milanese intende adottare sul fronte sicurezza;

se, visto quanto su esposto, non ritiene comunque inderogabile affrontare il problema che sta pesantemente incancrenendo il tessuto sociale ed urbano di Genova ed al quale la Giunta non può sottrarre la propria volontà si salvaguardia dei propri cittadini;

se non ritenga necessario, a questo punto, informare il Consiglio Comunale circa le iniziative adottabili volte a trovare soluzioni adeguate, necessariamente in sinergica collaborazione con Prefetto e Questura per far sì che quanto sviscerato al punto 4 del suo programma elettorale, non volga alla tutela delle sole “comunità dei nuovi genovesi”, ma a verificare tutto quanto oggi rappresenta criticità gravissime i cui risvolti gravano, invece, sui genovesi il cui spirito di tolleranza, vista la precaria situazione che vivono quotidianamente sulla propria pelle, sta venendo meno, così come la fiducia nelle Istituzioni e nella politica sin qui adottata da anni ed anni di giunte lassiste ed inerti.

IL CAPOGRUPPO Edoardo Rixi               

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