Succo d’ananas al posto del liquido di contrasto: interrogazione di Puggioni (Lega)

Succo d’ananas al posto del liquido di contrasto: interrogazione di Puggioni (Lega)
Genova. Il consigliere regionale della Lega Nord Alessandro Puggioni ha presentato, in occasione della seduta consiliare di questa mattina, un’interrogazione in cui ha chiesto all’assessore alla sanità Viale di valutare la possibilità di applicare anche in alcuni ospedali liguri, la tecnica già sperimentata e collaudata ad esempio in un paio di nosocomi emiliani e lombardi, che prevede l’utilizzo di succo d’ananas al posto del liquido di contrasto impiegato per radiografie e risonanze magnetiche. “Le testimonianze che sono state riportate dalla stampa nazionale – spiega Puggioni -, penso ai servizi trasmessi nel corso della trasmissione ‘Report’ e pubblicati sul Corriere della Sera, possono essere un esempio da seguire in tutte le regioni italiane compresa la Liguria. L’esperienza dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, anche in un’ottica di piano di razionalizzazione della spesa e con l’assenso di clinici e dietisti, ha sostituito il liquido di contrasto con il succo d’ananas, ottenendo risultati identici per l’esame. L’esempio di Bologna non è un caso isolato, infatti anche l’Ospedale Maggiore di Crema utilizzerebbe succo d’ananas, come liquido di contrasto, per le risonanze magnetiche alle vie biliari, in quanto permetterebbe di “cancellare l’ipersensibilità del segnale bianco” del succo gastrico duodenale”. Al posto del tradizionale liquido per radiografie e risonanze magnetiche, il fatto di utilizzare succo di frutta avrebbe gli stessi risultati dal punto di vista clinico, con un risparmio sui costi sulla sanità pari a circa 14 mila euro in un anno e con benefici per i pazienti, in quanto non ingerirebbero un mix chimico di ferro, metile e propile paraidrossibenzoato di sodio. “Una fornitura annuale di succo d’ananas – sottolinea il consigliere -, come emerge dai dati forniti dagli ospedali che hanno già sperimentato questa tecnica, costerebbe circa 380 euro. Un risparmio notevole, che andrebbe nell’ottica di una importante razionalizzazione dei costi”. Nell’interrogazione presentata si legge che l’utilizzo del succo darebbe benefici a coloro che hanno calcoli alla colecisti, soffrono di colangiti, oppure in caso di operazioni alle vie biliari ed ai pazienti che hanno subìto un trapianto di fegato. “Sono soddisfatto – aggiunge – della risposta dell’assessore alla sanità Viale che si è detta pronta ad approfondire la questione e a valutare l’opportunità di adottare questa tecnica anche in Liguria e a studiarne i costi. Come ha precisato l’assessore, si tratta di una problematica più complessa rispetto a quanto riportato dai giornali e dalle tv, che merita un’attenta valutazione. Mi auguro che, dopo gli approfondimenti del caso, si possa trovare la soluzione migliore per i cittadini liguri”.
GENOVA24.IT 1-12-15

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