Un comitato per rilanciare le antiche violette di Villanova

Secolo XIX Savona di mercoledì 8 marzo 2017

L’ORGOGLIO DEGLI ABITANTI DELL’ENTROTERRA INGAUNO Un comitato per rilanciare le antiche violette di Villanova II fiore proveniente dalla località Francese, 011ioulles-Var VILLANOVA RITORNO al passato con il rilancio delle produzioni delle storiche Violette di Villanova d’Albenga per mano di un apposito comitato appositamente nato con l’idea di valorizzare un prodotto che nei decenni passati è stato particolarmente apprezzato ma che ultimamente ha trovato poco spazio in un mercato sempre più globale ed aggressivo. Era la fine del 1800 quando a Villanova giunsero le prime coltivazioni floricole di viole, provenienti da 01lioulles-Var: nella località Francese, alcuni villanovesi si erano stabiliti, avevano appreso le tecniche di coltivazione di questa pianta per poi successivamente trasferire la produzione di questo fiore nell’entroterra ingauno. Con il trascorrere degli anni, da coltivazione di “nicchia” la produzione diverrà tradizione vera e propria, rinomata ed apprezzata, tanto che il Comune di Villanova d’Albenga decise di inserire la Violetta nell’immagine del proprio stemma, accanto alle torri medievali. La produzione della Violetta di Villanova d’Albenga è stata tramandata di padre in figlio, di generazione in generazione, con amorevole cura contadina, per decenni. La massima estensione della produzione si ebbe intorno agli anni ’20 ma rimase fiorente fino agli anni ’70. La commercializzazione del prodotto interessava l’Italia e diversi stati europei come Francia, Svizzera, Austria e Germania. Ancora oggi, in storici negozi di Parigi e Vienna, ricordano con nostalgia le Violette di Villanova d’Albenga: oltre al fiore, apprezzato per forma, colori e profumo, le foglie erano parte integrante dell’attività produttiva in quanto necessarie per la preparazione dell’essenza utilizzata nella creazione dei profumi. Con il passare degli anni questa coltura è stata quasi abbandonata, nonostante sia stata una risorsa economica per gran parte delle famiglie dello storico importante comune della piana albenganese. Per riportare in auge la produzione della Violetta di Villanova d’Albenga, è nato un comitato che da mesi sta lavorando per proporre nuovamente quel prodotto che ha fatto la fortuna di un intero territorio. Per questo motivo, Luigi Reale, presidente del ‘Comitato delle Violette’, assieme a Carlo e Giampaolo Usanna, Gianfranco Navone, Giorgio Ammirati, Augusto Zerbone e Carlo Biagiotti hanno incontrato l’assessore della Regione Liguria Stefano Mai. «Ho spiegato ad alcuni rappresentanti del ‘Comitato delle Violette’ quali sono le attività burocratiche e le risorse che l’unione europea offre per sostenere le giovani imprese e per rilanciare il territorio — sottolinea l’assessore regionale – Il nostro territorio è parte integrante della nostra cultura, come le nostre tradizioni lo sono per la nostra identità. Viviamo in un mondo frenetico, sempre più veloce e tecnologico, che ci sta facendo dimenticare ciò che davvero conta, chi siamo e da dove veniamo. Quindi ben venga un’iniziativa come questa, che deve fare da volano per un intera zona, perché ormai di industria qui da noi non si potrà più parlare. Le nostre sole vie di salvezza saranno il turismo e l’agricoltura, meglio ancora se fatte convivere tra loro in progetti di questo tipo che trasformano una specialità del luogo in una forma di turismo culturale legato alla tradizione». Per trasmettere e tramandare il ricordo della coltura delle Violette di Villanova, Flavio Furlani, fotografo e scultore, ha inteso realizzare una scultura a ricordo di un tempo fiorente, della produzione delle violette. L’artista, ricordando una donna di nome Zaira che come tante villanovesi coltivava le violette, ha creato in gesso la sua riproduzione con in capo una cesta di fiori ed una posata al suo fianco.

 

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