Vaccini. Stop a sanzioni in Liguria. “Decisione che non inciderà su trend coperture. Non posso fare da esattore per lo Stato”. Intervista a Viale

“L’attenzione sul tema da parte nostra resta alta. Questa scelta non ha nulla a che vedere con l’ingresso dei non vaccinati negli asili nido e scuole per l’infanzia. Occorre però dire che ad oggi, con questo sistema, non c’è efficacia nel capire chi paga davvero queste sanzioni. Non posso fare da esattore per lo Stato, senza contare poi che solo una minima parte di quelle somme resterà alla sanità”. Così la vicepresidente di Regione e assessore alla Salute spiega in questa intervista la decisione annunciata ieri di sospendere le sanzioni per i non vaccinati

27 LUG – “Ho coscienza che questa scelta non causerà un calo delle vaccinazioni e, anzi, potremo avere colloqui con le famiglia più sereni. Ad oggi, con questo sistema, non c’è efficacia nel capire chi paga davvero le sanzioni ed io non posso fare da esattore per conto dello Stato. Senza contare che i proventi di queste sanzioni vanno per la maggior parte al Mef e solo una piccola quota resterà alla sanità. Questa è una denuncia politica che sto provando a portare avanti ormai da un anno”.

Così in quest’intervista a Quotidiano Sanità la  vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria Sonia Viale spiega le ragioni che l’hanno portata a prendere la decisione, annunciata ieri, di sospendere le sanzioni per i non vaccinati.

Assessore Viale, In Italia nei primi sei mesi del 2018 sono stati segnalati 2029 casi di morbillo, inclusi 4 decessi. In Liguria i casi registrati da inizio anno a giugno sono 49. La stessa ministra Grillo ha spiegato che vi è un’epidemia ancora in corso. Sempre in Liguria, le coperture vaccinali per il morbillo a giugno erano al 93,6%, ancora al di sotto della soglia di sicurezza minima del 95%. Non è azzardato eliminare le sanzioni per i non vaccinati già da oggi?

Sono convinta di no. Continueremo a garantire il nostro massimo impegno su questo tema, ed il buon lavoro portato avanti fino ad oggi lo dimostrano i dati che abbiamo registrato nell’ultimo anno passando da una copertura per il morbillo dell’82,1% del 2016 – l’anno precedente la legge Lorenzin – al 93,6% di giugno 2018. Continueremo a lavorare con la massima attenzione sia con le famiglie che con gli operatori fino a raggiungere il bersaglio del 95% delle coperture. Voglio precisare che il tema delle sanzioni non ha nulla a che vedere con la decisione nazionale di precludere l’accesso agli asili nido e scuole per l’infanzia per i non vaccinati. Nell’attuale sistema sanzionatorio c’è però qualcosa che funziona male. E, il mio, vuole essere un chiaro messaggio politico in questa direzione.

Si spieghi meglio.
Cominciamo con il dire che il ricavato delle sanzioni ad oggi va tutto al Ministero dell’Economia. Solo una minima parte resta per la sanità. Non esiste poi un sistema efficacie che permetta effettivamente di capire chi paga queste sanzioni. Io non posso mettermi a fare l’esattore per conto dello Stato. Questo è il messaggio che vogliamo inviare.

Visto, però, che l’attuale combinato disposto tra apparato sanzionatorio della legge Lorenzin ed modello Liguria stavano dando ottimi risultati, non sarebbe stato meglio lanciare questo messaggio senza intervenire sulla legge? Non teme, cioè, che questo possa essere letto in maniera troppo precoce come un ‘abbassare la guardia’ visti i risultati raggiunti?
No, il mio intento non è assolutamente quello di voler abbassare la guardia sulle vaccinazioni. Credo però che vada migliorato qualcosa dell’attuale meccanismo e, soprattutto, sono convinta che le famiglie ricorrano ai vaccini a prescindere dalle sanzioni. Per me questo è ormai un percorso irreversibile. Lo Stato migliori piuttosto i suoi sforzi nell’accompagnare e rassicurare le famiglie sulle vaccinazioni. Ad esempio, nella legge Lorenzin viene destinata una cifra irrisoria per le campagne di vaccinazione. Qui stiamo facendo tutto con nostre risorse. Sarebbe, invece, molto utile una grande campagna nazionale.

Resta però il fatto che ad oggi c’è un’epidemia di morbillo ancora in corso. Nel calcio si dice, “squadra che vince non si cambia”. Non teme questa mossa possa esser stata fatta in maniera troppo anticipata? Tra l’altro, la stessa legge Lorenzin spiegava che, dopo 3 anni, non solo le sanzioni ma lo stesso obbligo sarebbe potuto venir meno una volta raggiunte le soglie di sicurezza.
Resto convinta che questa decisione sulle sanzioni non solo non comporterà un calo delle coperture, ma che anzi ci aiuterà ad avere colloqui ancora più sereni e proficui con tutte quelle famiglie che nutrono ancora dubbi sull’efficacia dei vaccini.

Giovanni Rodriquez

 

http://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=64406

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