Valle Stura, due nuovi acquirenti per il latte

Secolo XIX Genova di mercoledì 22 febbraio 2017

INTERESSE DEL CASEIFICIO PUGLIESE DI TORINO E DELLA SOGEGROSS DI GENOVA Valle Stura, due nuovi acquirenti per il latte Occasione per gli allevatori, il sindaco: «Finalmente una svolta concreta per i produttori» ROSSIGLIONE PIERO OTTONELLO PER I PRODUTTORI di latte della valle Stura questa, forse, è la volta buona. Dopo le ripetute disavventure e i fallimenti che in più occasioni ne hanno messo a rischio la sopravvivenza, per le stalle ancora in attività tra Rossiglione, Campo Ligure e Masone in questi giorni si è aperto un nuovo canale per piazzare il latte. Nel corso di due incontri pubblici i rappresentanti di due grandi aziende di lavorazione e distribuzione, il Caseificio Pugliese di Torino e la Sogegross, hanno prospettato a una ventina di allevatori la possibilità di sottoscrivere contratti diretti per la cessione della loro produzione, stavolta senza passare per consorzi, cooperative o altri intermediari i cui guai hanno fi- nito in passato per riflettersi sui contadini. «È un’ipotesi concreta sulla quale ogni produttore sta riflettendo, come è giusto che sia, ma che rappresenta un passo avanti rispetto al recente passato — spiega Katia Piccardo, sindaco di Rossi-glione che insieme all’assessore regionale Stefano Mai ha presenziato ai contatti tra grandi aziende e allevatori — un anno fa da queste parti si buttava via il latte che non veniva più ritirato e a partire dall’autunno scorso è andata ancora peggio con i problemi di una cooperativa che doveva far da tramite con le grandi aziende di distribuzione. Qualcuno per fortuna aveva già trovato delle soluzioni per suo conto, ora speriamo che la strada tracciata possa rivelarsi buona per tutti. Intanto, è già confortante che qualcuna delle nostre aziende sia tornata a parlare di sviluppo e non di chiusura delle stalle». La questione ha risvolti delicati proprio a Rossiglione dove l’agricoltura rappresenta una quota importante dell’economia locale; basti pensare che proprio nelle aziende rossiglionesi viene prodotta la maggior parte del latte dell’intera provincia di Genova. Dopo il forfait della Parmalat che aveva portato a proteste clamorose come il latte buttato nel letame, alcuni allevatori hanno trovato da vendere il latte a Imperia, mentre altri hanno ovviato con la vendita diretta tramite i distributori, facendo formaggio o riducendo il numero dei capi. Arisvegliare l’interesse verso il latte valligiano, oltre all’indubbia qua-lita e genuinità, ha contribuito anche l’attenzione sempre maggiore dei consumatori alla tracciabilità. con l’obbligo di riportare sulle etichette l’origine dei prodotti.

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