Viale boccia il Rettore: «Non voglio i migranti all’Albergo dei poveri»

Secolo XIX Genova di domenica 19 febbraio 2017
di Margiocco Francesco

ARRIVATI IN CITTÀ ALTRI 28 PROFUGHI Viale boccia il Rettore: «Non voglio i migranti all’Albergo dei poveri» Comanducci: «Soluzione autorizzata». Favorevole il Municipio FRANCESCO MARGIOCCO LA REGIONE non vuole i migranti all’Albergo dei poveri. L’idea di Università e Prefettura di trasferire in alcuni locali del monumentale palazzo secentesco un centro per profughi proprio non va giù al vice-presidente della giunta regionale e assessore alla salute, la leghista Sonia Viale, che riassume il suo pensiero in due righe su Facebook: «Spostare immigrati all’Albergo dei poveri di Genova? Regione dice no». Poi, intervistata dal Secolo XIX, Viale motiva così il suo diniego: «Sono contraria perché l’Albergo dei poveri è un luogo della città, non un luogo dove emarginare dei sedicenti profughi». L’Albergo dei poveri è di proprietà dell’Istituto Emanuele Brignole che nel 2001 lo ha dato in concessione, per cinquant’anni, all’Università. L’Istituto Emanuele Brignole è sotto il diretto controllo della Regione. Viale vuole capire «se questo ci consentirà di opporci al progetto dell’Università anche sul piano giuridico». «Nei prossimi giorni cercheremo di entrare nel merito di questo progetto». Pietro Piciocchi è il commissario straordinario dell’Istituto Brignole, nominato dalla Regione a fine 2015. Condivide le critiche di Sonia Viale, e le rincara: «I locali scelti – dice – sono completamente degradati e privi delle condizioni di abitabilità, sono vincolati dalla Soprintendenza. La presenza dei migranti rischia di interferire con le altre attività» dell’Albergo dei poveri. A differenza di Sonia Viale, che sembra convintamente contraria, Piciocchi vuole però «capire come avverrà la gestione di queste persone. Questo è un punto importantissimo – insiste – perché penso che non si tratti di trovare solo degli spazi ma di sviluppare dei modelli di vera integrazione». Sul punto concorda anche Simone Leoncini, presidente del municipio eletto nelle fila di Sel: «Favorevole purché non sia un dormitorio ma una presa in carico delle persone, con ricadute positive sul quartiere». L’Albergo dei poveri si trova in un quartiere, Castelletto, finora rimasto appena lambito dall’emergenza migranti. Ma Genova, dove ieri sera sono arrivati 28 nuovi profughi e che è pronta ad accoglierne 1.500, ha bisogno di spazi. L’ipotesi dei migranti all’Albergodei poveri è figlia diunaltro progetto dell’Università. L’ateneo, questa volta d’accordo con la Regione che anzi promuove l’iniziativa,vuoletrasformare l’ex clinica chirurgica universitaria del San Martino in una casa dello studente. Attualmente però l’ex clinica ospita una struttura di accoglienza per migranti che andrebbe quindi sistemata altrove. E l’Albergo dei Poveri, a detta del rettore Paolo Comanducci, «è la struttura più adatta tra quelle di nostra proprietà». Oggi l’Albergo dei poveri ospita il dipartimento, le aule e la biblioteca di scienze politiche, ma è in gran parte inutilizzato. «La presenza dei migranti – rassicura il rettore – non interferirebbe con le altre attività». Il progetto, spiega Comanducci, è «lecito perché abbiamo il diritto di superficie sull’Albergo dei poveri». E un progetto, però, ancora agli inizi. «Per discuterne i dettagli vorrei riunire attorno a uno stesso tavolo – dice il rettore – le istituzioni, il Brignole e l’Università». 0 BY NC ND ALCUN I DIRITTI RISERVATI Sonia Viale ***

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