Viale: «Garantite a tutti le cure sanitarie». Ma il medico di base resta una chimera

Secolo XIX Genova di domenica 6 gennaio 2019

La vicepresidente della Regione approva le norme volute dal ministro e collega di partito Salvin Chi è privo del permesso di soggiorno si rivolge al pronto soccorso e a una rete di ambulatori Viale: «Garantite a tutti le cure sanitarie» Ma il medico di base resta una chimera L’ingresso del pronto soccorso del Galliera IL CASO 1 decreto ha messo ordine in una situazione caotica. Oggi tutti i richiedenti asilo ospitatinei Cas potevano fare richiesta per l’iscrizione per la residenza nei Comuni con tanto di carta d’identità. E si tratta di persone che potrebbero non avere i requisiti per chiedere asilo o che poi lasciano i centri e circolano per l’Italia. Questo è stato escluso dal decreto». Sonia Viale, vicepresidente della Regione, leghista ed ex sottosegretario al Viminale, non poteva che approvare l’impianto del decreto Salvini. Ma quale sarà la ricaduta sul welfare e sulle cure per le persone che perderanno la protezione e l’accesso ai tesserini sanitari? Secondo Viale, l’assistenza di base e in caso di urgenza è comunque garantita: «Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, le circolari del ministero hanno chiarito che tutti i titolari di qualche forma di protezione internazionale hanno diritto all’assistenza e alle cure in caso di necessità. Per chi si trova ad essere irregolare, non cambia nulla: in caso di necessità viene curato, come oggi. Per i richiedenti asilo, deve esserci un responsabile sanitario nei centri. La spesa delle Regioni per le cure agli irregolari è prevista e da quest’anno viene inserita nel fondo sanitario, ma non più vincolata solo a quell’utilizzo». Di fatto, per gli irregolari e per i richiedenti asilo però l’accesso al medico di base e al tesserino sanitario è precluso. E il ricorso al pronto soccorso è quasi obbligato. Ma anche per le cure ordinarie esiste un sistema: c’è una rete di ambulatori che accoglie chi, per un motivo o per l’altro, si trova a non avere la residenza. Compresi gli irregolari. Che vengono identificati tramite un codice, il “dispositivo Stp” (straniero temporaneamente presente) rilasciato dalla Asl, ha validità semestrale ed è rinnovabile. «Il codice è dato dalla Asl – spiega Miriam Cancellara, dell’ambulatorio di vico Croce Bianca, una delle strutture che assistono quotidianamente migranti e homeless – nella nostra struttura ci sono anche specialisti, psicologi e ginecologi. Ma per altri tipi di visite ed esami devono essere reindirizzati al Ssn». La Asl3 spiega sul proprio sito che con il codice Stp dà diritto alle cure «ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorché continuative, per malattia ed infortunio, e sono estesi i programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva». E i costi? Nel caso di prestazioni ospedaliere urgenti sono a carico della Prefettura. In caso di prestazioni non urgenti ricade sulla Asl o sul cittadino stesso se ha un reddito superiore alla soglia di indigenza (improbabile, in caso di clandestini). — E. ROS.