Viale: «Scassi, pronto soccorso inadeguato»

Secolo XIX Genova di lunedì 8 gennaio 2018

di E. Ros.

POTENZIATI I POSTI LETTO IN OSSERVAZIONE BREVE INTENSIVA Viale: «Scassi, pronto soccorso inadeguato» «Quando sarà realizzato l’ospedale di Ponente, diventerà un Punto di primo intervento» SE LA SITUAZIONE al San Martino e al Galliera si è normalizzata, all’assessore Sonia Viale non sfugge quale sia il ventre molle del sistema dell’emergenza dell’area genovese: l’ospedale di Sampierdarena. «Per quanto riguarda il pronto soccorso di Villa Scassi, è evidente che vi è un problema di struttura, – dice l’assessore alla Salute – che non è più adeguato per gestire i grandi numeri di accessi del ponente genovese, e la nostra priorità è la realizzazione del nuovo ospedale del ponente. Nel giro di pochi giorni attueremo l’ampliamento dell’Obi( sino a 37 posti letto), ma che Villa Scassi non sia più adeguata è sotto gli occhi di tutti». Niente di nuovo, visto che il “superamento” dell’ospedale di Sampierdarena che sarà declassato a Punto di primo intervento ( aperto per meno ore al giorno e adatto a stabilizzare i pazienti per poi trasferirli in ospedali più forniti) è scritto nero su bianco nel Piano sociosanitario approvato in consiglio regionale a dicembre scorso. Anche se la notizia a Sampierdarena e in Valpolcevera ha fatto molto discutere. «Il piano socio sanitario approvato a dicembre – spiega Viale – prevede proprio la realizzazione del nuovo ospedale ad Erzelli. Il 2018 deve essere l’annodell’attuazione.Un piano che ha una visione in prospettiva. Noi non vogliamo chiudere gli ospedali, anzi il nostro piano prevede proprio questa importante realizzazione. Lo abbiamo rimarcato con forza e chiarezza, ma a differenza del progetto della passata amministrazione di centrosinistra, che prevedeva la vendita dell’immobile per realizzare la struttura nuova, nel nostro piano è prevista la realizzazione del nuovo ospedale, con il mantenimento di Villa Scassi, che può diventare il punto di riferimento per quelle sistemazioni meno gravi». In ogni caso, uno scenario che si verificherà tra almeno cinque anni. E. ROS.

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