Bisagno: 20 milioni per intervenire sui rivi minori

By on 30 ottobre 2017

Fanghella: “Risolvere i problemi generati dagli affluenti per una migliore funzionalità del futuro scolmatore”

Genova – La Giunta comunale ha deliberato, su proposta dell’assessore ai lavori pubblici e alle manutenzioni Paolo Fanghella, i progetti preliminari e gli studi di fattibilità per alcuni interventi idraulici sui rivi minori della Valbisagno. Ammonta a quasi 20 milioni di euro la cifra complessiva per rio Cicala, rio Veilino, rio S. Antonino, rio Olmo, rio Ruinà e rio Rosata. Si tratta di alcuni elementi del Programma Operativo POR Liguria per il Sostegno del Fondo Europeo del Fondo europeo di sviluppo regionale.

Interventi – I tempi di realizzazione dello scolmatore, vista la complessità e l’entità dell’opera, rendono impossibile il rispetto della tempistica prevista dal POR 2014/2020 per la realizzazione e l’ultimazione dell’intervento di adeguamento idraulico del torrente Bisagno nel tratto compreso tra il ponte Monteverde e il ponte Feritore. Si è pertanto reso necessario ridefinire, sulla base di un’analisi delle criticità idrauliche, una diversa sequenza di attuazione degli interventi previsti dal relativo Piano di Bacino, individuando come prioritari i lavori di adeguamento idraulico degli affluenti del torrente Bisagno non ancora interessati da opere di mitigazione del rischio.

Scolmatore – “Il nostro intento – ha sottolineato l’assessore ai lavori pubblici e alle manutenzioni Paolo Fanghella – è risolvere gli annosi problemi generati dagli affluenti del torrente Bisagno, in funzione della realizzazione dello scolmatore. Questa importante opera sarà in grado di funzionare al meglio se sarà effettuato un intervento programmato sulle valli che insistono sul bacino del torrente principale. Si tratta di un’operazione cruciale che non azzera, naturalmente, il rischio idrogeologico, ma che va nella direzione di mitigare gli effetti. Ciò in una porzione di città che ha subito interventi di urbanizzazione dissennati che rendono il territorio estremamente fragile e difficilmente gestibile dal punto di vista idraulico”.

Genovapost.it Lunedì 30 ottobre 2017

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